Gli OSS e i suoi mille problemi
Il tormentone dell'estate 2021 rende appieno la situazione nella quale si trovano gli OSS noostante il tanto atteso riconoscimento del ruolo socio sanitario
A volerla dire alla Orietta Berti, con la recente approvazione definitiva del ruolo socio sanitario l'operatore socio sanitario ha risolto un bel problema e va bene così. Ma poi ne restano mille.
Il ruolo socio sanitario, quando è arrivato lo stavamo aspettando, era un problema che la categoria si portava dietro da sempre ovvero fin dalla nascita della figura OSS risalente al febbraio 2001. L'operatore socio sanitario avrebbe dovuto trovare immediatamente collocazione nell'area socio sanitaria senza "transitare" per un ventennio nel ruolo tecnico. Meglio tardi che mai, alla fine il ruolo socio sanitario è arrivato.
Il problema è che questo riconoscimento è un passaggio necessario per poter portare avanti le numerose rivendicazioni della categoria ma da solo non porta alcun vantaggio concreto. E' come dire un passaggio necessario ma non sufficente da solo a cambiare la condizione dell'operatore socio sanitario.
OSS in categoria C
I mille problemi cominciano dal passaggio dalla categoria B Super (BS) alla categoria C (quella occupata dai pochi infermieri generici ormai rimasti in servizio nel SSN). Questo darebbe un riconoscimento concreto in termini di salario oltre che il riconoscimento formale ottenuto col ruolo socio sanitario. Gli OSS inoltre devono avere riconosciute tutte le indennità che normalmente vengono elargite al personale sanitario.
OSS tra i lavori gravosi
Gli OSS non sono ancora annoverati tra i lavori gravosi. A causa di una "svista" nel 2018 nell'elenco dei lavori gravosi sono stati inseriti solo gli OSA
Il profilo professionale
Il Profilo professionale dell'operatore socio sanitario vecchio ormai di vent'anni e comunque pieno zeppo di "zone d'ombra" va aggiornato anche e soprattutto a fronte del recente passaggio al ruolo socio sanitario e comunque apportando tutte le necessarie correzioni che quest'ultimo ventennio ha reso necessarie.
Le mansioni degli OSS
Le mansioni degli OSS devono essere omogenee in tutto il territorio nazionale dunque in tutte le aziende sanitarie locali e ospedaliere. Non possiamo più accettare l'immenso ginepraio di regolamenti, protocolli, regionali, aziendali e spesso addirittura specifici dei singoli reparti.
E' necessario infatti ridurre al minimo le interpretazioni che nel corso degli ultimi vent'anni hanno innescato non pochi problemi interpretativi circa le mansioni attribuibili agli operatori socio sanitari che in taluni casi vengono impiegato solo e soltanto per mansioni domestico alberghiere e in altri vengono invece caricati di mansioni che vanno a lambire quelle proprie della professione infermieristica.
La formazione OSS
La formazione poi deve essere uniformata a livello nazionale, gestita da Enti Pubblici e quindi gratuita. L'offerta di nuovi corsi OSS dev'essere commisurata all'effettivo bisogno di nuovi OSS nel mercato del lavoro e l'accesso ai corsi oss che deve essere riservata a quanti possiedono un diploma di scuola media superiore. Va quindi superato il sistema della formazione privata che spesso ha portato alla creazione di veri e propri diplomifici che negli anni hanno immesso migliaia di OSS allo sbaraglio sul mercato del lavoro.
I corsi di aggiornamento
Gli operatori socio sanitari devono avere un percorso di formazione continua obbligatorio a carico delle aziende e possibilità di accrescere le proprie competenze anche attraverso dei percorsi di formazione facoltativi che però siano riconosciuti nell'ambito dei concorsi e delle selezioni e nell'avanzamento di carriera.
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