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Operatore socio sanitario costretta a fare da autista. La storia di Anna

Anna è una operatrice socio sanitaria assunta da una ONLUS che si occupa di assistenza a persone disabili. Da mesi ormai svolge quasi solo la mansione di autista.
Vi scrivo per segnalarvi la mia situazione lavorativa. Non so quanto possa servire questa mia lettera, forse sarà solo un inutile sfogo il mio ma spero che qualcuno possa darmi dei consigli per uscire da una situazione che personalmente ritengo ormai inaccetabile.

Sono stata assunta come OSS circa un anno e mezzo fa presso una Onlus che fornisce assistenza a persone disabili e già in sede di colloquio mi era stato chiesto se ero in possesso di patente auto e se necessario, fossi disponibile a guidare un pulmino. In quel colloquio diedi la mia disponibilità credendo che si trattasse di eventualità remote o comunque non quotidiane. Inizialmente era così effettivamente ma col passare del tempo mi ritrovo a fare a tutti gli effetti la oss autista.

Se nei primi periodi infatti ci avvicendavamo a turni nella guida, molte colleghe si sono tirate fuori accampando le scuse più disparate, chi per problemi di vista, chi non ha rinnovato la patente, e negli ultimi mesi tocca sempre a me guidare il pulmino durante le gite o la mattina per andare a prendere i pazienti a domicilio e se faccio pomeriggio, accompagnarli a casa. Ovviamente se qualche ospite necessita di essere accompagnato in ospedale, ci sono sempre io.

E' vero che ho bisogno di lavorare ma io avrei voluto fare la oss e non ritrovarmi a guidare per ore e ore tutti i giorni come un corriere espresso! Anzi peggio perchè loro trasportano pacchi mentre io trasporto persone. Persone fragili che durante il trasporto hanno bisogno di contenzioni particolari oltre a mille attenzioni. Non è affatto facile. Alcuni si agitano e urlano. Altri hanno atteggiamenti violenti o autolesionistici e tutto questo avviene mentre io sto guidando. La responsabilità che mi ritrovo addosso non è affatto indifferente e non ho nessun riconoscimento economico anzi.

Oltre al danno la beffa delle multe

Tra l'altro in questi mesi ho ricevuto anche un paio di multe. Una per divieto di sosta perchè nell'accompagnare un disabile a casa, dato che pioveva, mi ero fermata per qualche minuto in una piccola strada del centro dove non era consentito fermarsi e una per un passaggio con semaforo arancione che evidentemente non ho visto. In questo secondo caso mi sono stati anche decurtati dei punti sulla mia patente oltre alla multa che ho dovuto pagare integralmente e con quello che guadagniamo è stata una bella botta.

La società per la quale lavoro mi ha addebitato tutto senza sentire ragioni: hai sbagliato e paghi. Ma a questo punto mi chiedo se sia giusto accettare di andare avanti così. Lo stipendio non è altissimo e già due volte ho pagato di tasca mia rimettendocene una buona parte.

Vi chiedo cortesemente di aiutarmi, magari mettendomi in contatto con qualche collega che si è trovato in una situazione simile. Credo che se andrà avanti così, sarò costretta a dare le dimissioni e trovarmi un altro lavoro. Sono davvero amareggiata. Tutto questo non è giusto e sono molto confusa perchè ho bisogno di lavorare.
Vi ringrazio tantissimo, Anna

Zoccoli sanitari l'evoluzione della vecchia ciabatta.

Da dispositivo di prettamente di sicurezza è divenuto ormai anche un accessorio di moda. La passerella degli zoccoli

Usati quotidianamente un pò da tutti i professionisti sanitari, gli zoccoli sanitari sono un elemento irrinunciabile e un dispositivo di sicurezza individuale (DPI) che però negli ultimi anni strizza l'occhio alla moda. Li conoscono bene gli operatori socio sanitari ma anche gli infermieri e, come detto, tutti i professionisti sanitari.

Gli zoccoli sanitari tradizionali bianchi spesso in pelle con fondo in legno massiccio, ormai sono quasi soltanto un lontano ricordo. Gli zoccoli sanitari del nuovo millennio sono oggi un concentrato di tecnologia dal peso sempre più contenuto. I materiali ultraleggeri garantiscono infatti un adeguato confort anche con l'uso prolungato ma soprattutto rispettano gli elevati standard di sicurezza previsti per queste calzature che rimangono, lo vogliamo ricordare, dei dispositivi di sicurezza.

Gli zoccoli sanitari ultraleggeri di solito con laccetto infatti, sono simili alle ciabatte da tempo libero o da spiaggia ma non sono affatto la stessa cosa.

Caratteristiche minime principali degli zoccoli sanitari

Zoccoli protettivi conformi ai requisiti per le calzature professionali EN 20347:2008 A e SRC

  • leggerissimi: solitamente uno zoccolo sanitario pesa circa un etto quindi 200g per paio
  • traspiranti: i fori laterali permettono l’aerazione impedendo l'ingresso dei liquidi
  • anatomici: rispettano l’anatomia naturale del piede
  • antishock: assorbimento della massima energia nella zona del tallone
  • antiscivolamento: il design unico della suola rispetta i requisiti SRL di resistenza allo scivolamento
  • antistatici: elemento antistatico situato nella zona del tallone attivo anche dopo molti lavaggi
  • lavabili fino a 50°C: con detersivi normali o candeggina, resistenti agli agenti chimici o alle sterilizzazioni UV
  • antibatterici, antimuffa, antifunghi

Gli zoccoli sanitari sono disponibili ovviamente in varie misure e nei più svariati colori come bianco, blu, verde, rosso, giallo etc. Proprio questa ampia scelta cromatica ha innescato la corsa al colore più originale.

Zoccoli sanitari colorati ad ogni professione il suo colore

A partire dai blocchi operatori dove la moda degli zoccoli sanitari colorati ha avuto origine, ormai ne vediamo in giro di tutti i colori, è proprio il caso di dirlo, questa mania degli zoccoli colorati ha contaminato la quasi totalità dei professionisti sanitari.

Con la codificazione a colore delle divise poi, come si poteva non fare pendant. E quindi via col trionfo degli abbinamenti a partire dai coordinatori con divisa bianca e strisce rosse e zoccolo ovviamente a richiamare i "gradi di comando". Gli infermieri solitamente con divisa bianca a strisce blu o verde e zoccoli conseguenti ma anche gli oss che solitamente hanno divisa bianca con strisce giallo o arancio, hanno avuto la possibilità di seguire la moda e non sfigurare, potendosi fregiare di uno zoccolo coerente con i colori indossati.

E il classico zoccolo bianco? Niente paura. Diventa la base di partenza per i più creativi che lo usano come base di partenza per dare sfogo a tutta la propria creatività. Spesso diventa come la tela di un pittore e si riempie di tutta l'immaginazione che solo chi è chiamato a distrarre dalla sofferenza possiede.

Adesso che sai tutto o quasi degli ultimi zoccoli sanitari colorati, facci sapere di che colore comprerai il tuo prossimo paio. Buon lavoro!

 

Attestati oss falsi alla CISL, la testimone conferma tutto: “La firma non è mia, documento fasullo”

Il processo sul presunto giro di titolo comprati alla Cisl Irpinia-Sannio di Avellino per aggiudicarsi i bandi per il personale Ata si arricchisce di un nuovo, ulteriore, capitolo.
Il caso, come si ricorderà, era esploso a seguito del servizio dell’inviato di punta di Striscia La Notizia, Luca Abete.

Concorso per oss e infermieri indetto dal Cardarelli di Napoli. Le domande di partecipazione arrivano a valanga.

Il concorso per 60 posti da operatore socio sanitario e 20 posti da Infermiere sembra avere già numeri da record.
Sono già migliaia le domande di partecipazione arrivate, solo nei primi giorni, all'azienda ospedaliera napoletana. A questo ritmo si supereranno i 50.000 candidati.

OSS sviene in casa di riposo, trauma cranico. Sotto accusa i turni massacranti.

Una OSS sviene durante il turno in casa di riposo, cade a terra e sbatte violentemente la testa riportando un profondo taglio e un trauma cranico. Sotto accusa i turni massacranti.


Una operatrice socio sanitaria dipendente della casa di riposo "La salute" di Fiesso, a causa di un malore è caduta e ha battuto violentemente la testa provocandosi una lesione profonda e un trauma cranico.

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