CCNL Sanità: Tanto fumo e poco arrosto per Infermieri e OSS

CCNL Sanità 2021

Si è svolto il primo incontro della negoziazione per il rinnovo del CCNL della Sanità Pubblica
Il rinnovo del contratto collettivo nazionale della Sanità Pubblica riguarda oltre un milione di lavoratori

E' avvenuto ieri, 5 agosto 2021, il primo incontro del tavolo aperto all'ARAN per il rinnovo del CCNL Sanita pubblica. Il contratto che interessa oltre un milione di lavoratori del comparto sanità: Infermieri, OSS, Fisioterapisti, Ostetriche, Amministrativi e Tecnici.

Da quanto emerge, non ci sono le risorse che tanto avremmo voluto vedere. Sul piatto ci sono pochi spiccioli per i sanitari definiti "eroi" e poi trattati con le solite "mancette" e relative pacche sulle spalle.

"Gli eroi son tutti giovani e belli" cantava Guccini. I nuovi "eroi" della sanità invece sono sempre più indigenti con stipendi che faticano ad arrivare alla fine del mese.

CCNL Sanità - Il comunicato di CGIL CISL UIL

Oggetto: Avviato il negoziato per il rinnovo dela CCNL della Sanità Pubblica


Care amiche e amici, care compagne e compagni
nella mattinata di oggi ha preso finalmente avvio in ARAN il tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL del comparto della sanità pubblica.

In apertura dell’incontro il Presidente, dopo aver brevemente richiamato i contenuti dell’Atto di indirizzo ed espresso l’auspicio che il Tavolo possa giungere in breve tempo alla sottoscrizione del contratto, ha indicato alcuni degli obiettivi che dovranno essere affrontati, tra i quali la revisione del sistema di classificazione.

A seguire l’ARAN, prima di passare la parola alle parti sindacali, ha illustrato il quadro economico-finanziario, riportato dall’atto di indirizzo, nell’ambito del quale ritiene si debba svolgere la trattativa e che, al netto delle ulteriori risorse stanziate direttamente dalla legge di Bilancio 2021 per il riconoscimento di specifiche indennità a favore del personale infermieristico (€ 335 milioni) e delle altre professioni sanitarie e assistenti sociali (€ 100 milioni), dovrà portare ad un incremento medio del 4,38%, al lordo dell’elemento perequativo che ha continuato comunque ad essere erogato in busta paga al personale.

Abbiamo rilevato il ritardo con il quale ha preso avvio questa trattativa, fondamentale per la valorizzazione professionale di chi opera in questo delicato e nevralgico settore, condividendo la necessità di giungere in tempi rapidi al rinnovo del contratto.

Cgil, Cisl, Uil di categoria hanno chiarito che, come scritto nel patto per l’innovazione e coesione del lavoro pubblico, le risorse per la classificazione dovranno essere aggiuntive rispetto alle risorse economiche e finanziarie richiamate dall’ARAN.

Conseguentemente abbiamo evidenziato che non permetteremo che le scelte, i tempi e le modalità della discussione siano condizionati dal perimetro delle risorse disponibili a legislazione vigente e che, se necessario, proseguiremo la nostra azione rivendicativa affinchè il Governo proceda alla necessaria integrazione.

Nei nostri interventi abbiamo inoltre richiamato gli obiettivi che intendiamo traguardare con questo rinnovo, parte dei quali contenuti nella nostra Piattaforma Unitaria, altri richiamati nel “Patto per l’Inovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” sottoscritto dal Governo con CGIL - CISL – UIL lo scorso 10 marzo.
Tra essi:
• Il giusto riconoscimento economico
• L’aggiornamento del sistema indennitario per tener conto delle mutate condizioni di lavoro e di rischio in cui operano i professionisti e i lavoratori della sanità
• La revisione del sistema di classificazione e l’implementazione del sistema degli incarichi, necessari per la valorizzazione della professionalità e delle competenze acquisite dai professionisti e dai lavoratori
• il potenziamento della contrattazione integrativa e degli altri istituti di partecipazione sindacale
• l’investimento nella formazione professionale per far fronte alle sfide future, in particolare alla digitalizzazione e all’implementazione delle nuove tecnoclogie sanitarie
• l’individuazione di soluzioni idonee per affrontare i problemi dei carichi di lavoro e dell’aumento dell’età media dei professionisti e dei lavoratori
• la disciplina del “lavoro agile”
• l’ampliamento del welfare contrattuale con riguardo, in particolare, al sostegno alla genitorialità con misure che integrino e implementino le prestazioni pubbliche, le forme di previdenza complementare e i sistemi di premialità.

In particolare, abbiamo rappresentato che il confronto che avvieremo nel corso della trattativa su ciascuno degli obiettivi non potrà sovrapporsi a discussioni in corso o concluse in altri comparti di contrattazione ma dovrà avvenire in modo autonomo, tenendo conto delle peculiari specificità che caratterizzano il settore della sanità.

Abbiamo inoltre rappresentato la necessità di intervenire su alcuni articoli del precedente rinnovo contrattuale per tener conto degli interventi normativi sopraggiunti ma, soprattutto, per risolvere alcune criticità che in questi anni sono state rilevate e sulle quali ci aspettiamo una concreta disponibilità da parte dell’ARAN e dei rappresentanti del Comitato di Settore, per individuare soluzioni adeguate ai problemi sui quali più volte ci siamo confrontati.

In conclusione dei lavori è stato fissato il prossimo incontro per il 7 settembre alle ore 11.
Vi terremo informati sul prosieguo dei lavori.

Fraterni saluti.
FP CGIL CISL FP UIL FPL
Serena Sorrentino Maurizio Petriccioli Michelangelo Librandi

CCNL Sanità 2021 - Comunicato Fials

Si è tenuta oggi tra OO.SS. rappresentative nel comparto sanità, la prima riunione di trattativa con l’ARAN per la stipula del contratto nazionale per il personale del comparto sanità triennio 2019-2021.

In apertura, il Presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, ha subito evidenziato che con l’Atto di Indirizzo da parte del Comitato di Settore Regioni Sanità, si dà avvio concreto al negoziato del rinnovo contrattuale.

Un Atto di Indirizzo notevolmente flessibile ma con certezze sulle risorse economiche disponibili per il negoziato illustrate, tecnicamente, dal Dr. Mastrogiuseppe dell’ARAN.

Il Presidente ARAN ha confermato che il negoziato del rinnovo del contratto per il personale del comparto sanità sarà definito contemporaneamente ed in parallelo con quello delle funzioni centrali e che si entrerà nel vivo nel mese di settembre.

Nel dare la parola alle OO.SS., abbiamo subito illustrato le posizioni della FIALS sull’Atto di Indirizzo che il Comitato di Settore ha inviato all’ARAN, quale presupposto e linee guida per la trattativa.

Abbiamo subito evidenziato come l’atto di indirizzo del Comitato di Settore per il personale del comparto Sanità del 7 luglio 2021, nella Premessa, sostanzialmente dice che sono recepiti gli “obiettivi del Patto per l’Innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale del 10 marzo e sarà attuato nell’ambito del complesso delle risorse disponibili definite nel rispetto della legislazione vigente”, senza però fare alcun cenno, se non molto risicabile al punto 3 relativo al “Sistema di classificazione del personale”.

Un atto di indirizzo, certo molto flessibile, ma che, diversamente da quello definito per il triennio contrattuale 2016-2018, non entra nel merito degli indirizzi né del Patto per l’Innovazione e né di quanto contiene il d.l. 80 del 2021 in via di approvazione definitiva in questa settimana da parte della Camera dei Deputati riservandosi, successivamente, eventuale ed ulteriore Atto di Indirizzo integrativo.

Nel merito delle nostre proposizioni, abbiamo fatto presente come sia necessario definire nel nuovo contratto gli obiettivi del Patto per l’Innovazione della Pubblica Amministrazione e della coesione sociale, a partire dalla revisione dei sistemi di classificazione professionale, attraverso sia lo stanziamento di risorse aggiuntive che devono essere previste nella legge di bilancio 2022 e quindi non a legislazione vigente come riporta l’Atto di Indirizzo del Comitato di Settore, e sia con il superamento dei limiti di cui all’art. 23, comma 2, del d.Lgs. 75/2017.

Una revisione sostanziale del sistema di classificazione del personale che non può limitarsi al solo tema dell’adeguamento della disciplina contrattuale, così come previsto dall’Atto di Indirizzo, ma che tenga anche presentei fabbisogni di nuove professionalità e competenze richieste dai cambiamenti organizzativi e dall’innovazione digitale, oltre che alle esigenze di valorizzazione delle capacità concretamente dimostrate.

Ma ancor di più, abbiamo sottolineato, necessita definire un contratto innovativo partendo dalla rivisitazione degli Ordinamenti professionali del personale, l’accesso al servizio e la progressione di carriera.

Nell’ambito della rivisitazione dell’ordinamento professionale, abbiamo sottolineato la fondamentale importanza della valorizzazione di specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze e conoscenze specialistiche, nonché in grado di assumere specifiche responsabilità organizzative e professionali.

La nostra proposta contrattuale, nel merito, abbiamo specificato, prevede la creazione dell’Area dei Quadri per dare giuste e motivate risposte alla valorizzazione di queste specifiche professionalità non dirigenziali.

Come fondamentale la necessità di implementare ed estendere il sistema degli incarichi come altre innovazioni del sistema anche per valorizzare e riconoscere competenze acquisite negli anni.

La posizione della FIALS su questo ultimo aspetto è nota ed è quella di pervenire, con questo rinnovo contrattuale, all’allineamento giuridico e normativo tra incarichi professionali della dirigenza dell’area sanità con quelli delle professioni sanitarie e sociali e quindi l’estensione, dopo il periodo di prova, a questi professionisti dell’incarico professionale come avviene per tutti i medici e per la dirigenza sanitaria. Non vi sono ragioni, al momento, di eludere questa problematica in un sistema, quello sanitario, multiprofessionale e multifunzionale con un’attività in team fermo restando le proprie competenze professionali cliniche ed assistenziali.

Tra l’altro, un punto importante è quello della figura dell’infermiere di comunità/famiglia: è un profilo autonomo? è un incarico professionale? . L’Atto di indirizzo su questo punto, solo un breve accenno senza dare indicazioni in merito.

Come rimane fondamentale definire l’accesso e la progressione di carriera agli operatori del ruolo “Area socio sanitaria” nella quale necessita dare risposte concrete all’evoluzione degli Operatori Socio Sanitari.

Sarà anche indispensabile dare risposte alla progressione di carriera ai tantissimi dipendenti del ruolo amministrativo e tecnico proprio per le trasformazioni in atto nel SSN ad iniziare dalle aggregazioni delle Aziende Sanitarie.

Abbiamo sottolineato come rimane importante con il nuovo contratto definire l’istituto del “lavoro agile” nell’ottica del superamento della gestione emergenziale, mediante la definizione di una disciplina che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, concili le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative degli Enti ed Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, consentendo, ad un tempo, il miglioramento dei servizi pubblici e dell’equilibrio fra vita professionale e vita privata.

Nell’Atto di Indirizzo non abbiamo trovato una sola parola su questo importante ed innovativo istituto contrattuale e modello innovativo di organizzazione non solo a livello di funzioni tecniche ed amministrative ma anche sanitarie e socio sanitarie.

Nell’ambito di questo contratto devono essere disciplinati, in relazione al lavoro svolto a distanza (lavoro agile), aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro (quali il diritto alla disconnessione, le fasce di contattabilità, il diritto alla formazione specifica per gli effetti che potrebbero derivare dalla privacy, così come dalla custodia di accesso online agli atti degli Enti ed Aziende Sanitarie, per evitare quanto accaduto in questi giorni alla Regione Lazio attacco hacker, ed ancora il diritto alla protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze ed ogni altro istituto del rapporto di lavoro e previsione contrattuale).

Importante per la FIALS, abbiamo sottolineato, è la revisione totale dell’istituto della formazione e la riqualificazione del personale che deve assumere centralità in questo nuovo contratto quale diritto soggettivo del dipendente pubblico e rango di investimento organizzativo necessario e variabile strategica non assimilabile a mera voce di costo nell’ambito delle politiche relative al lavoro pubblico.

Necessita su questo aspetto definire politiche formative di ampio respiro in grado di rispondere alle mutate esigenze degli enti ed aziende sanitarie del SSN che garantiscano percorsi formativi specifici a tutto il personale con particolare riferimento al miglioramento delle competenze informatiche e digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale.

Sull’aspetto dell’innovazione, ricerca, digitalizzazione del SSN e sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, il PNRR ha investito notevoli risorse economiche che devono, in parte, a cura delle regioni, essere riportate nel nuovo contratto di lavoro per pervenire a dare sostanza e credibilità all’attuazione del capitolo ed impegno sulla formazione previsto dal Patto per l’innovazione e coesione sociale.

Altro aspetto è pervenire, con questo nuovo contratto nazionale, all’adeguamento dei sistemi di partecipazione sindacale, favorendo processi di dialogo costante fra le parti, valorizzando strumenti innovativi di partecipazione organizzativa, che implementino l’attuale sistema di relazioni sindacali sia sul fronte dell’innovazione che su quello della sicurezza sul lavoro.

Altro punto fondamentale per la FIALS è la necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, anche con riguardo al sostegno alla genitorialità con misure che integrino e implementino le prestazioni pubbliche, le forme di previdenza complementare e i sistemi di premialità diretti al miglioramento dei servizi, estendendo anche ai comparti del pubblico impiego le agevolazioni fiscali previste per i settori privati a tali fini.

Su questo aspetto necessita ricercare soluzioni concrete affinché il welfare non sia totalmente collegato ai fondi contrattuali per dare concreta attuazione e benefici al personale.

Abbiamo posto all’attenzione dell’ARAN come il decreto legge n. 80 del 202, approvato al Senato il 30 luglio scorso, ed in via di approvazione definitiva alla Camera tra domani e lunedì, vi sono modifiche che ripristinano le progressioni di carriera verticali da un’area o categoria a quella superiore e questo deve essere un elemento che deve unire tutti per dare risposte di valorizzazione professionale e di carriera.

Abbiamo chiesto al Presidente dell’ARAN di chiarire nel Quadro finanziario dell’Atto di indirizzo, così come illustrato dal Dr. Mastrogiuseppe, - se nel monte salari indicato nella tabella sono ricompresi o meno (anche per stima o in modo virtuale) gli emolumenti del personale della ricerca; se non è così non direi che è una truffa ma mi permetta affermare che diviene difficile affrontare questa trattativa e poter chiudere positivamente il confronto.

Riguardo, poi, alle due indennità previste dalla legge di bilancio 2021, art. 1, c.409 e c. 414 – per il personale infermieristico e professioni sanitarie e sociali a far tempo dall’1.1.2001 - insistiamo a dire che un emolumento del genere già esiste ed è l’indennità professionale specifica di cui all’art. 90 del CCNL del 21.5.2018 che andrebbe solo aumentata con le risorse stanziate ed eventualmente resettata.

Andrebbe poi capito il concetto di “tendenziale proporzionalità” tra componenti stipendiali e altre voci della retribuzione, che ci sembra veramente il massimo dell’ipocrisia rispetto alle risorse stanziate 3,78% a regime.

Sono risorse risicate che certo non permetteranno di raggiungere gli obiettivi auspicati alla base di questo rinnovo per rispondere agli oltre 500mila operatori della sanità che hanno dato tutto, tanto ed il massimo in questa pandemia e chiedono doverosamente riconoscimenti economici che vadano oltre il 3,78% che si tradurrebbe in appena 80 euro lordi mensili sull’attuale categoria D3.

Rispetto alla progressione economica – riteniamo che il sistema di progressione all’interno dell’Area o Categoria, definito “inclusivo” sulla base di una predefinita scansione temporale, sia positivo e tra l’altro previsto nella nostra proposta contrattuale.

Rispetto alla progressione selettiva, sempre nell’ambito della stessa Area o Categoria - ex PEO – e riguardo alla proposizione del Comitato di Settore di un numero massimo di fasce che ponga un limite, riteniamo che sia illegittimo perché va contro tutti i parametri meritocratici del 150 del 2009.

Per gli aspetti relativi alle “Risorse per il salario accessorio”, per la FIALS diviene sicuramente indispensabile una revisione totale dell’accessorio con particolare riguardo all’art. 86, commi 3 e 4 e art. 29 c. 6 come da recente sentenza della Cassazione e definire nel contratto, senza alcun rinvio a livello regionale, l’art. 86, c. 6 riferito alla individuazione delle terapie intensive e sub intensive.

Rispetto, invece, alle “Prestazioni aggiuntive” abbiamo ribadito come le stessenon esistono più. Per essere brevi: secondo il Comitato di settore, quali sono le “norme di legge che regolano la materia”? visto che la legge Sirchia ha cessato i suoi effetti con il contratto nazionale.

Abbiamo anche segnalato la necessita di un approfondimento e rivisitazione dei profili professionali degli operatori delle ARPA e degli II.ZZ.SS, alla luce anche di due recentissime sentenze del Consiglio di Stato che hanno fortemente invaso la competenza della contrattazione, impedendo di fatto alle Agenzie e agli II.ZZ.SS. di istituire posti di Collaboratore tecnico professionale - (Consiglio di Stato, sez. IV, sentenze n. 5167 del 7.7.2021 e n. 5194 dell’8.7.2021) – o anche posti di Collaboratore Professionale Bio Sanitario.

Abbiamo posto all’attenzione il nodo politico per la FIALS sull’istituto della mobilità volontaria del personale tra gli Enti ed Aziende Sanitarie. Certo, quanto definito dal dl 80 del 2021, che ha rivisitato ed annullato l’assenso alla mobilità da parte della propria amministrazione solo al personale del comparto funzioni centrali ed in parte a quello delle Funzioni Locali, mantenendo invece la rigidità dell’assenso per il solo personale del SSN, è un’offesa a tutti gli operatori sanitari e su questo abbiamo espresso tutte le nostre doglianze e rivendicazioni.

Riteniamo però, questa la nostra proposta avanzata, che fermo quanto riportato dalla legge, necessita dare una cadenza temporale per gli Enti ed Aziende Sanitarie, sull’assenso alla mobilità volontaria come anche sulle motivazioni dell’eventuale diniego, affinché il personale interessato abbia conoscenza delle motivazioni del non assenso nei termini previsti dal contratto nazionale per le eventuali azioni a tutela della propria professionalità.

Abbiamo, infine, segnalato che porteremo al confronto nel prosieguo della trattativa diversi aspetti relativi all’applicabilità al personale del comparto delle norme migliorative ottenuto con il contratto della dirigenza Area Sanità, il tutto in applicazione della dichiarazione congiunta n. 5 del CCNL 2016-2018 fortemente sostenuta e richiesta dalla FIALS.

Ed infine abbiamo sostenuto come diversi articoli del testo contrattuale 2016-2018 meritano un’attenzione particolare ed una riscrittura.

Il prosieguo della trattativa è stato fissato per il prossimo 07 settembre 2021.

Informazioni sull'autore

Giuseppe Midiri - Esperto OSS e Autore
L'AUTORE

Giuseppe Midiri

Fondatore di OperatoreSocioSanitario.net dal 2008, Giuseppe Midiri è un punto di riferimento per la formazione della categoria in Italia. Autore per Maggioli Editore del celebre manuale "Concorso per operatore socio-sanitario e socio-assistenziale", vanta una lunga carriera professionale maturata presso prestigiose strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

Ha prestato servizio presso l'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l'ASL AL e l'A.O. Ospedale Maggiore di Crema. Attualmente opera presso l'ASP Messina. Questa solida esperienza sul campo, unita a oltre 15 anni di divulgazione scientifica, gli permette di coordinare con competenza il principale portale italiano dedicato al mondo degli operatori socio sanitari.