Rappresentazione del decadimento cognitivo dovuto al Morbo di Alzheimer
Il Morbo di Alzheimer

Morbo di Alzheimer

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Il morbo di Alzheimer, o malattia di Alzheimer, è una demenza progressiva invalidante più frequente nel soggetto anziano ma che può manifestarsi anche prima dei cinquant'anni. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer

Morbo di Alzheimer - Definizione

La malattia di Alzheimer o morbo di Alzheimer è oggi definito come quel «processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale».

Quanto è diffuso il morbo di Alzheimer?

In Italia ne soffrono circa 800 mila persone, nel mondo 26,6 milioni, con una netta prevalenza di donne.
Definita anche "demenza di Alzheimer", viene appunto catalogata tra le demenze essendo un deterioramento cognitivo cronico progressivo. Tra tutte le demenze quella di Alzheimer è la più comune rappresentando, a seconda della casistica l'80-85% di tutti i casi di demenza.

Morbo di Alzheimer - esordio

Le persone affette dal morbo di Alzheimer iniziano con deficit di memoria quotidiana, dimenticandosi piccole cose, poi mano a mano il deficit aumenta e la perdita della memoria arriva a colpire anche la memoria episodica retrograda. Una persona colpita dal morbo può vivere anche una decina di anni dopo la diagnosi conclamata di malattia.

Col progredire della malattia di Alzheimer le persone non solo presentano deficit di memoria, ma risultano deficitarie nelle funzioni strumentali mediate dalla corteccia associativa e possono pertanto presentare afasia, aprassia, fino a presentare disturbi neurologici e poi internistici. Pertanto i pazienti necessitano di continua assistenza personale.

Quali sono le cause dell'Alzheimer?

La malattia di Alzheimer è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dalla betamiloide, una proteina che depositandosi tra i neuroni agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari".

La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello (si tratta di un neurotrasmettitore: una molecola fondamentale per la comunicazione tra neuroni, e dunque per la memoria e ogni altra facoltà intellettiva). La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l'impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi e quindi la morte.

Informazioni sull'autore

Giuseppe Midiri - Esperto OSS e Autore
L'AUTORE

Giuseppe Midiri

Fondatore di OperatoreSocioSanitario.net dal 2008, Giuseppe Midiri è un punto di riferimento per la formazione della categoria in Italia. Autore per Maggioli Editore del celebre manuale "Concorso per operatore socio-sanitario e socio-assistenziale", vanta una lunga carriera professionale maturata presso prestigiose strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

Ha prestato servizio presso l'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l'ASL AL e l'A.O. Ospedale Maggiore di Crema. Attualmente opera presso l'ASP Messina. Questa solida esperienza sul campo, unita a oltre 15 anni di divulgazione scientifica, gli permette di coordinare con competenza il principale portale italiano dedicato al mondo degli operatori socio sanitari.