OSS ed Infermieri, ancora spesso troppo legati a tradizioni che sembrano più atti di fede che l'operato di professionisti abituati a basare le loro attività su evidenze scientifiche.

OSS e infermiere EBN

Corre l'anno 2017 e non è affatto raro ascoltare oss o infermieri affermare: "Qui facciamo così perché abbiamo sempre fatto così". Il più delle volte senza nessun razionale ad avvalorare il proprio operato. Attività assistenziali attuate quindi più per tradizione e prassi consolidata più che motivata da una solida base teorica e sulle più recenti evidenze scientifiche che dovrebbe essere la base di ogni professionista.

Le buone pratiche assistenziali per essere tali, devono essere supportate infatti dalle prove di efficacia: Evidence Based Nursing (EBN) in italiano Infermieristica basata su evidenze.

La convivenza tra OSS riqualificati ex OTA, OSA o Infermieri vecchio stampo, formatisi ai tempi delle suore in corsia, per i quali il loro lavoro è ancora, purtroppo, legato al concetto di missione e quelli delle nuove generazioni non è affatto facile. 

Da un lato abbiamo oss e Infermieri abituati ad operare per tentativi ed errori o anche su ordine medico attuato senza alcun senso critico. Dall'altra oss che si sono formati con un corso completo da 1000 ore e Infermieri laureati con 3 anni di Corso di Laurea che li ha formati alla ricerca delle migliori pratiche assistenziali.

In Italia poi si paga lo scotto di una tradizione cattolica molto legata all'assistenza. Molti ospedali storici sono sorti accanto a chiese e monasteri e in ogni ospedale è presente almeno una cappella con il suo cappellano ospedaliero. Non mancano poi i crocifissi e le statue lungo le corsie e le stanze di degenza. Spesso poi abbiamo i "don" o le suore che passano ad "alleviare le anime sofferenti". Una vera e propria propaganda diffusa quotidianamente.

Ciò ha almeno in parte contribuito a instillare negli oss e negli infermieri l'idea dell'assistenza intesa come atto di carità cristiana dove l'addetto deve essere pio e misericordioso, più che una professione come tante altre dove la solida preparazione e professionalità deve essere messa in primo piano.

Il fenomeno continua, se pensiamo che anche alcuni ospedali recenti vengono intitolati a personaggi storici della religione cattolica. Esemplare è il caso della ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Un ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione tra i migliori d'Italia. Qui tra l'altro troviamo una grande chiesa cattolica dedicata con tanto di tunnel diretto dall'ospedale così che i degenti possano raggiungerla senza uscire dall'ospedale. Bacheche dei frati cappuccini ad ogni angolo e migliaia di crocifissi a segnare ogni spazio.

In tale contesto è facile pensare alla frustrazione degli operatori che si trovano ad assistere pazienti che instaurano il rapporto di fiducia con il loro Santo di riferimento più che con la propria equipe.

Se tutto va bene Padre Pio mi ha aiutato, se qualcosina va storta, i sanitari sono incapaci.

In questo contesto, i professionisti oss e Infermieri, al di là delle proprie credenze, dovrebbero ricordarsi di essere professionisti e non rafforzare tali pratiche spesso assimilabili alla superstizione.

 

 

 


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