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Notizie OSS

Notizie oss Operatore Socio Sanitario - Tutte le notizie sugli oss Operatore Socio Sanitario





Dal corso oss alla cooperativa sociale, il destino quasi segnato di una intera generazione di ex operai che si sono dovuti rimettere in gioco, spesso in età avanzata, reinventandosi operatore socio sanitario.

OSS in cooperativa sociale i figli di un dio minore. Laura è una OSS di 48 anni. Separata e con 2 figli da mantenere. Lavora da 3 anni in una cooperativa sociale nel torinese e non ne può più. Il suo racconto, simile a quello di migliaia di operatori socio sanitari italiani, ci apre uno spaccato sulla condizione lavorativa delle oss in Italia.

OSS in cooperativa sociale

La incontriamo al telefono e si racconta: lavoravo come operaia in produzione in una azienda casearia e avevo una certa stabilità economica perchè anche il mio ex marito lavorava e quindi con 2 stipendi non ci ponevamo assolutamente il problema di arrivare a fine mese. Erano i primi anni duemila e la crisi non era ancora così evidente. Insomma ci sembrava di vivere una vita serena e ci concedevamo il lusso di progettare una casa indipendente alle porte di Torino e una famiglia con 2 o 3 figli e magari un cane.

Poi la mia azienda entrò in crisi e anche a causa dei problemi economici che fino ad allora non conoscevamo, anche i rapporti tra me e il mio ex ne risentirono. In breve tempo arrivammo alla conclusione che la separazione era inevitabile. Costretta a trovare di che vivere e con la determinazione di non voler far mancare nulla ai miei figli, ero alla disperata ricerca di una nuova occupazione di qualsiasi genere e ad un certo punto, fui attratta dalla locandina che pubblicizzava questi corsi oss gratuiti per disoccupati e inoccupati

Così allettata ma confusa mi recai presso l'ente che svolgeva questi corsi oss per il conseguimento dell'attestato di quialifica di operatore socio sanitario con in testa mille dubbi e mille domande. Subito mi resi conto che come me erano presenti decine di ragazzi e ragazze più o meno giovani, alcuni provenienti anche da fuori regione perchè mi raccontavano che nelle loro città i corsi oss non erano affatto gratuiti e spesso si pagavano migliaia di euro e per giunta con il rischio di portare a casa un attestato da oss non valido.

Tempestai la segretaria della scuola con le mie mille domande e venivo via via convinta che il corso oss sarebbe stata proprio la soluzione dei miei problemi. Mi dicevano che un oss trova subito lavoro. Che per un operatore socio sanitario la disoccupazione non esiste e che potevo quindi tirare un sospiro di sollievo e non dovermi più angosciare per il mio futuro.

Così di li a poco iniziai il corso oss che per fortuna, come detto, in piemonte era gratuito. Il corso oss passo molto velocemente. A ritmo molto serrato si svolse la parte teorica e il tirocinio e in pochi mesi ottenni la qualifica di operatore socio sanitario.

Devo ammettere di non aver faticato a trovare lavoro e anzi fui contattata direttamente da una cooperativa sociale che avuto l'elenco degli oss appena formati dalla mia scuola, chiamo alcuni di noi per proporci un'assunzione da oss socio lavoratore. Superata la felicità iniziale presi atto che il mondo prospettatomi dalla segretaria della scuola oss era stato quanto meno edulcorato e che le cose non stanno proprio così.

La cooperativa sociale dove andai a lavorare e dove lavoro ancora oggi, mi propose un contratto a tempo indeterminato da oss socio lavoratore e questo prevedeva il versamento di una quota sociale di 2.000 euro pagabile a rate ovvero con trattenute mensili dalla busta paga. La qualifica con la quale sono stata assunta era al livello C1 del contratto collettivo delle cooperative sociali e non quello che spetterebbe agli oss ovvero il C2. Le due divise e gli zoccoli li ho dovuti comprare personalmente e i guanti monouso sono praticamente contati uno ad uno.

Così con i miei colleghi e le mie colleghe oss abbiamo dovuto giorno dopo giorno capire che l'impianto di nozioni del corso oss era soltanto un vecchio ricordo. L'empatia, la comunicazione efficace, l'etica e tutte quelle belle cose studiate al corso oss ora lasciano il posto ai tempi e alla sostenibilità dei costi del bilancio economico della cooperativa sociale.

Per farla breve noi oss di cooperativa sociale ci siamo definiti gli oss dello zoo di Torino. La definizione nasce dalla considerazione che siamo un pò come i ragazzi dello zoo di Berlino. Abbiamo assoluta necessità di questo lavoro come loro avevano assoluta necessità di farsi ma siamo consapevoli che ogni giorno, recandoci presso la nostra struttura, muoriamo dentro.



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OSS come chiedere un prestito o mutuo

OSS e accesso al credito. Qualche consiglio prima di chiedere un prestito o un mutuo.
Come e quando è possibile chiedere un prestito o un mutuo e quanto si può ottenere.

Una nuova auto o perchè no una casa di proprietà, perché a fronte degli attuali tassi di interesse sui mutui casa spesso costa meno dell'affitto. Rinegoziare i diversi prestiti già in corso, estinguerli e avere una nuova unica rata mensile. Pagare i lavori del dentista o l'università alla figlia che studia fuori sede.

Possono essere le più disparate motivazioni ad indurci a ipotizzare di rivolgerci ad una banca o ad una finanziaria per richiedere un nuovo prestito o un mutuo.

Sappiamo benissimo, purtroppo, che lo stipendio medio di un operatore socio sanitario italiano si aggira intorno ai 1200 euro mensili, cifra questa che certamente non ci permette di affrontare tutte le spese agevolmente. Se stai pensando di richiedere un finanziamento quindi, sicuramente troverai qualche consiglio interessante che ti chiarirà un pó le idee.

Quando é possibile chiedere un prestito e quanto possiamo ottenere?
In generale è possibile ottenere un prestito o un mutuo quando disponiamo di adeguate garanzie e nello specifico in primis un contratto di lavoro a tempo determinato o ancora meglio a tempo indeterminato. Difficilmente infatti riusciremo a trovare un prestito se siamo disoccupati.

Quale cifre può ottenere un operatore socio sanitario che si accinge a richiedere un prestito o un mutuo?
Dipende da diversi fattori che comprendono, come abbiamo già visto, le garanzie possedute ovvero il contratto di lavoro a tempo determinato o meglio indeterminato. La solidità del datore di lavoro, se privato o pubblica amministrazione. Una piccola cooperativa sociale puó non pagare regolarmente i propri dipendenti o potrebbe fallire mentre la pubblica amministrazione, fino ad oggi almeno, paga regolarmente ogni mese e non è esposta ai fallimenti delle aziende private.

Ma altre garanzie sono anche il possedere altri redditi oltre a quelli da lavoro dipendente o proprietà immobiliari, ancora l'età anagrafica del richiedente e non meno importante la presenza di eventuali garanti che possono aiutare il debitore garantendo per lui in caso di necessità.

Qual é la rata del prestito o del mutuo sopportabile per un operatore socio sanitario?
La rata mensile massima che un oss può sostenere varia da 300 a 500 euro mensili. Tale cifra deriva dalla prassi che prevede di non esporsi in posizioni debitorie per oltre un terzo del proprio reddito che come abbiamo visto, per l'operatore socio sanitario ammonta, mediamente, a 1200 euro mensili.

Per alcune tipologie di prestiti personali si prevede la soglia massima del 20% dello stipendio. La cosiddetta cessione del quinto dello stipendio che prevede appunto una trattenuta pari ad un quinto dello stipendio direttamente in busta paga.

Conviene stipulare una assicurazione legata al finanziamento che protegga il debitore del prestito o mutuo?
Questi prodotti assicurativi, spesso opzionali, possono mettere al riparo il debitore nel caso divenga impossibilitato a rientrare del debito contratto. I casi in cui il debitore si trova impossibilitato a pagare le rate possono essere legate al suo stato di salute quindi malattia e infortunio o morte, il cosiddetto rischio vita ma anche alla perdita del lavoro per licenziamento o fallimento del datore di lavoro ovvero il rischio impiego.

Il consiglio, soprattutto per i finanziamenti a lungo termine, è quello di scegliere la linea prudente e quindi investire qualche euro per queste opzioni che ci permettono di coprire ogni rischio. Per i prestiti a breve termine, solitamente legati al prestito al consumo, possiamo anche rischiare e non stipulare tali polizze ma per finanziamenti a medio o lungo termine, sono fortemente raccomandati perchè coprono tutte quelle spiacevoli eventualità che nessuno di noi si augura ma che possono accadere, come le malattie o gli infortuni compresa la perdita del posto di lavoro.

Prestate inoltre attenzione a tutte le condizioni sui diritti di rivalsa che possono essere esercitati dalle assicurazioni sia sul trattamento di fine rapporto nel caso di rischio impiego che sugli eredi nel caso di rischio vita.

Ovviamente è sempre raccomandabile uno o più colloqui e relativi preventivi con diversi consulenti finanziari per comparare le migliori offerte sui prestiti e sui mutui. State attenti non solo ai tassi di interesse che ultimamente soprattutto per i mutui casa sono particolarmente bassi, ma a tutte le spese correlate sia a quelle palesi che a quelle occulte che poi prima o poi saltano fuori.



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Lavoro OSS - Offerta di lavoro per oss dalla Croce Rossa Italiana
OSS in Croce Rossa: Opportunità di lavoro per Operatore socio sanitario

Sono disponibili alcuni posti di lavoro in Croce Rossa Italiana per personale che operi nei servizi sanitari o di accoglienza. Vediamo alcune delle opportunità di lavoro disponibili in tale Associazione.

Operatore Help Desk: i candidati ideali sono in possesso di un diploma, ottima conoscenza della lingua inglese e capacità informatiche adeguate per gli standard e gli obbiettivi da conseguire. E’ richiesta esperienza pregressa nella Croce Rossa Italiana.

Operatori Socio Sanitari: i candidati ideali sono in possesso di un attestato da operatori socio sanitario conseguito presso una struttura accreditata e riconosciuta dallo Stato. Le risorse devono occuparsi delle problematiche e dei disservizi fatti riscontrare dagli utenti ed avere doti relazioniali adeguate per potersi rapportare ai pazienti, ai parenti degli stessi e ai colleghi di lavoro.

oss lavorare in croce rossa italiana

Terapisti Occupazionali: i candidati ideali sono in possesso di un diploma di livello 1 in Terapia Occupazionale o un qualsiasi titolo o qualifica che si possa equiparare a tale diploma. Tutti i candidati dovranno dimostrare delle capacità informatiche nell’uso di Office (Excel, Word) e degli applicativi per la posta elettronica. Le risorse dovranno avere esperienza nell’ambito della gestione dei presidi riabilitativi e conoscere in maniera adeguata i metodi di

Fisioterapisti: i candidati ideali sono in possesso di una laurea in Fisioterapia o una qualsiasi qualifica o titolo equivalente. Le risorse dovranno sapere operare nel campo della riabilitazione neuro motoria, ma anche in quella oncologica. Anche in questo caso i candidati devono dimostrare capacità informatiche di base.Medici: tutti i candidati che dovranno operare in campo medico dovranno avere i requisiti specifici a seconda della disciplina in cui dovranno operare. In Croce Rossa Italiana al momento sono disponibili posti per Ecografisti, Radiologi, Dietisti, Diabetologi, Urologi, Allergologi, Oculisti, Endocrinologi, Pneumologi, Cardiologi, Gastroenterologi, Ginecologi, Dermatologi, Angiologi, Tecnici di Radiologia Medica ed Ecografisti in ambito Cardiologico e Ginecologico.

E’ considerato un requisito gradito un’esperienza pregressa nella Croce Rossa Italiana.

Geometra: il candidato ideale dovrà avere il diploma da geometra ed un’esperienza pregressa nella mansione, oltre alla conoscenza del software informatico Autocad.

Medico Responsabile Raccolta Sangue: i candidati ideali sono in possesso di un’esperienza biennale in un reparto trasfusionale o in un qualsiasi centro di Raccolta Sangue. I candidati dovranno avere conoscenze informatiche adeguate e preferibilmente una specializzazione in Ematologia o Immunologia.

Infermieri: i candidati ideali sono in possesso di una Laurea in Infermieristica o un diploma equivalente. E’ gradita esperienza pregressa sulle ambulanze.

Personale Medico per Docenza: i candidati ideali sono in possesso di un’esperienza di almeno cinque anni come insegnanti e sono in possesso di dialettica e capacità di gestire un’aula. E’ considerato un requisito preferenziale una specializzazione in Medicina del Lavoro, Igiene o Medicina Preventiva.Medici

Fisiatri: i candidati ideali sono in possesso di una specializzazione in Medicina Fisica o Riabilitazione, esperienza biennale e conoscenze informatiche di livello medio.

Come lavorare in croce rossa italiana - Tutti i candidati interessati ad entrare nel mondo della Croce Rossa Italiana può visitare il sito ufficiale dell’Associazione presso la sezione Lavora con Noi dove è possibile registrare il proprio curriculum vitae in corrispondenza degli annunci di proprio interesse. Desideriamo ricordarvi che tutti gli annunci di lavoro sono rivolti ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91 (tranne ove specificato).



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oss infermiere responsabili

OSS e Infermiere, di chi sono le responsabilità? Sull'operato dell'oss è sempre responsabile l'infermiere che ha il diritto e il dovere di controllare personalmente le informazioni fornitegli dall'operatore socio sanitario
Nel caso realmente accaduto, che riportiamo in questo articolo, la oss sbaglia il paziente e innesca una serie di errori a cascata che evidenziano, tra l'altro, la leggerezza con la quale l'infermiera ha gestito le informazioni ricevute.

I fatti in breve: reparto ospedaliero, paziente agitato, la oss si attiva nel riferire quel che sta avvenendo all'infermiere che presumibilmente è impegnato e distante dal luogo dove il paziente sta in agitazione. Nel riferire quel che sta accadendo la oss sbaglia il nome del paziente e inizia la serie di errori.

Da una parte abbiamo l'operatore socio sanitario che evidentemente confondendo il paziente, riferisce dati errati all'infermiere, dall'altra un infermiere che non si accerta personalmente dei fatti riferiti e agisce sul riferito, ordinando alla oss la somministrazione di un farmaco.

Interessante in questo senso l'articolo che riportiamo di seguito, della redazione ilsole24ore.com che ci aiuta a riflettere di fronte ad un caso reale e concreto accaduto nel reparto di neuropsichiatria infantile del nosocomio comasco.

A cura degli Avv.ti Marina Olgiati e Francesco Torniamenti, Trifirò; Partners Avvocati

L'erronea somministrazione di un farmaco ad un paziente, disposta dall'infermiera senza previamente accertarne l'identità e lo stato di salute, configura un comportamento di gravità tale da giustificare il licenziamento in tronco.

Così ha stabilito il Tribunale di Como, che ha respinto il ricorso presentato da un'infermiera professionale, dipendente di una struttura di neuropsichiatria infantile. L'infermiera, avvisata da una collega Operatrice Socio Sanitaria (O.S.S.) del fatto che un paziente si trovava in stato di agitazione e necessitava di cure, aveva ordinato una terapia, senza procedere ai dovuti controlli. L'operatrice aveva individuato in modo errato il paziente, scambiandolo per un altro e l'infermiera, anziché accertarsi personalmente - come era suo preciso dovere – sia dell'identità sia delle condizioni cliniche del soggetto, aveva comandato alla O.S.S. di somministrare il farmaco prescritto nel foglio terapia del paziente segnalato come "sofferente", senza neppure accorgersi che quest'ultimo era assente dalla struttura (tale circostanza risultava indicata nel medesimo foglio terapia).

Accertato l'accaduto, la datrice recedeva dal rapporto per giusta causa.

La lavoratrice si è difesa, sostenendo che l'errata somministrazione del farmaco era addebitabile esclusivamente alla negligenza della O.S.S. e che, comunque, il licenziamento era sanzione sproporzionata perché il paziente non aveva subito alcun danno concreto alla propria incolumità. Infatti – a suo dire - ai sensi dell'art. 42 del CCNL delle Cooperative Sociali applicato dalla società, la grave negligenza del dipendente avrebbe giustificato il licenziamento in tronco solamente qualora dalla condotta del lavoratore fosse derivato un "pregiudizio all'incolumità delle persone".

Il Giudice, in accoglimento delle difese della datrice, ha disatteso l'assunto, evidenziando, innanzitutto, che la somministrazione dei farmaci è attività riservata all'infermiera, la quale ha un ruolo di garanzia nei confronti del paziente e deve adempiere a tale funzione non in modo "meccanicistico", ma con spirito critico per identificare eventuali errori prevenibili (arg. ex art. 1, comma 3, DM n. 739/1994). Nella fattispecie, l'errore commesso era inescusabile, perché colpevole, essendosi la dipendente affidata alle indicazioni della O.S.S. (peraltro, sua sottoposta), senza verificare l'identità, lo stato di salute e addirittura la presenza in struttura del paziente segnalato come bisognoso di intervento terapeutico.

Il Tribunale, aderendo ad un recente orientamento della Cassazione (Cass. n. 16336/15) ed interpretando l'art. 42 del CCNL menzionato, ha poi osservato che, al fine di giustificare il licenziamento, il "pregiudizio all'incolumità delle persone" può essere anche solo "potenziale" e non necessariamente "attuale", purchè concreto e non meramente ipotetico. Orbene, nel caso, il paziente a cui era stato somministrata la terapia errata era stato esposto proprio ad un danno "potenziale" in quanto la somministrazione di un farmaco, se disposta senza i dovuti accertamenti, non può essere considerato un fatto innocuo, poiché si tratta di un intervento sanitario che incide sull'integrità psico-fisica del paziente e per il quale è necessario che ne sussistano le condizioni.



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Maltrattamenti nella casa di riposo: parla un operatore socio sanitario
OSS sentita come teste: Maltrattamenti e farmaci scaduti. Il cibo era insufficiente e il riscaldamento veniva lasciato spento.

Parla un oss ancora casi di maltrattamenti

da Ansa, del 09/11/2016

"Dopo i primi due tentativi di suicidio della signora Luigina Mele, volevamo staccare le maniglie dalla finestra ma la direttrice non ci aveva autorizzato": così Marinella Manai, una degli operatori socio sanitari della casa di cura "Residenza famiglia" di via Aosta a Nuoro, sentita come teste in tribunale a Nuoro nel processo contro la direttrice e il presidente, Rosanna Serra e Gianluca Masala, accusati di abbandono di incapace, somministrazione di farmaci scaduti e omicidio colposo.

Cinque in tutto i testi chiamati a deporre dal Pm Giorgio Bocciarelli.

Manai, al lavoro la notte del suicidio di Luigina Mele, il 5 luglio del 2013, ha raccontato i particolari del dramma e di come la donna sia sfuggita al controllo degli operatori. La testimone, così come altri tre colleghi, ha accusato la direttrice per la cattiva gestione della casa di cura.

"Il cibo era insufficiente - ha spiegato la donna - il riscaldamento veniva lasciato spento tutta la notte e la mattina c'era freddo e per poter lavare gli ospiti portavamo noi il sapone". Sentita anche Enrica Pisanu, la psichiatra del Centro di Igiene mentale di Nuoro, che ha visitato la signora Mele pochi giorni prima del suicidio. La professionista ha affermato di essere stata a conoscenza dei problemi della paziente la quale però, nel corso delle sue visite, non aveva mai manifestato propositi suicidi.

Presenti in aula i due imputati con i loro avvocati difensori: Francesco Lai per Rosanna Serra e Francesco Carboni per Gianluca Masala. Quella di oggi è stata la seconda udienza del processo che riguarda il primo troncone dell'indagine avviata dopo il suicidio dell'anziana e culminata con il sequestro preventivo della struttura nel giugno 2015, poi riaperta qualche mese dopo.

La seconda tranche nasce invece dal video choc ricavato dalle telecamere posizionate all'interno dell'edificio dalla Squadra mobile di Nuoro. Di qui l'arresto di Rosanna Serra nel maggio 2016 - finita ai domiciliari e tornata in libertà dopo il pronunciamento del tribunale del Riesame - e di due infermieri, Ignazio Poggiu e Gianluca Porcu.

Per altri tre operatori era scattata la misura cautelare dell'obbligo di dimora. Il processo è stato aggiornato al 13 dicembre quando verranno sentiti altri sette testi del Pm.



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