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Blog oss



Ancora una volta ci si ritrova davanti all'ennesima prova che questo Paese è alla deriva. Disoccupazione e precariato spingono moltissimi disperati a partecipare alle selezioni per partecipare ad un corso oss
Ecco cosa pubblica l'enaip piemonte, (un noto ente di formazione che svolge periodicamente corsi gratuiti per operatore socio sanitario oss) nel suo sito: "Ci sono laureati, padri di famiglia, persone immigrate, tutti in fila non per vedere un film, e nemmeno per fare la spesa, bensì per inseguire un sogno che si chiama lavoro. Un lavoro, quello di operatore socio sanitario che, nonostante richieda grandi sacrifici e non preveda uno stipendio da capogiro, è diventato per molti la speranza di trovare un posto fisso. Ma la strada per raggiungerlo è lunga e la selezione durissima.
In primo luogo bisogna frequentare un corso di formazione. Ecco dunque che enti di formazione professionale come l’Enaip di Settimo emettono un bando pubblico per selezionare i 25 “fortunati” (15 non diplomati 10 diplomati), ovvero le persone che potranno accedere ad percorso formativo gratuito, della durata di 1000, comprensive di stage, realizzato in collaborazione con l’ASL TO4 e il CISSP, finanziato dalla Provincia di Torino.

Corso oss a Settimo i candidati Ma i candidati sono sempre tantissimi, quest’anno si sono prescritti in 830, di tutte le età, di tutte le nazionalità, di tutte le scolarità, alla ricerca spasmodica di una occupazione e il sogno di poterla raggiungere proprio grazie a questo corso.
«L’anno scorso abbiamo avuto 856 candidature, quest’anno 830- spiega il Direttore del CSF Enaip di Settimo, Ezio Bertolotto - La crisi ha portato nei nostri uffici centinaia di persone che, o non trovando o avendo perso l’occupazione, vogliono specializzarsi o riqualificarsi attraverso un percorso formativo per avere qualche chance in più per reinserirsi al più presto nel mondo del lavoro. Abbiamo un numero rilevante di iscritti in tutte le tipologie corsuali, ma per l’OSS i numeri sono così alti perché è quello che garantisce maggiori opportunità occupazionali indipendentemente dall’età, dal genere o dall’appartenenza etnica ».
Otto gli incontri orientativi fatti da Enaip prima delle selezioni, al fine di presentare il corso, gli obiettivi, le materie, le capacità e le predisposizioni richieste. Degli 830 preiscritti, (circa il 40% stranieri e quasi 1/3 uomini) si sono presentati ai test di selezione circa 600 candidati, che sono stati suddivisi in 3 gruppi, che hanno affrontato gli esami il 25, 26 e 27 ottobre.
75 le persone che hanno superato la prima selezione (45 non diplomati e 30 diplomati) che, nei giorni 2, 3 e 4 novembre hanno affrontato gli orali, dai quali sono stati selezionati i 25 allievi (9 sono gli stranieri e 9 sono i maschi).
«In questo momento di crisi - continua Bertolotto- la formazione professionale deve avere un ruolo centrale, come avviene in tutta Europa. Nei momenti di recessione e di crisi occupazionale bisogna investire in politiche attive del lavoro. E’ opportuno che le persone che perdono il lavoro o non lo trovano non restino inattive, devono investire il loro tempo per riqualificarsi, per acquisire nuove competenze».
L'elenco degli allievi ammessi al corso per Operatore Socio Sanitario dell'Enaip di Settimo Torinese è consultabile presso il centro.





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Il Servizio formazione e lavoro invita a fare attenzione, perché non tutti consentono l’esercizio della professione nel territorio provinciale

PESARO – Stanno uscendo in questi giorni gli avvisi relativi a corsi di formazione per conseguire la qualifica di Operatore socio sanitario ( OSS )

Il Servizio Formazione e Lavoro della Provincia di Pesaro e Urbino informa i cittadini che i corsi autorizzati e riconosciuti dall’ente si caratterizzano per la presenza del logo dell’Amministrazione provinciale nelle relative comunicazioni pubblicitarie. Nelle Marche la disciplina delle attività formative per il conseguimento della qualifica di “Operatore socio sanitario” è regolata dalla delibera numero 666 del 2008 della Regione e successive integrazioni. I corsi che abilitano all’esercizio di questa professione nelle strutture pubbliche e private del territorio provinciale sono dunque solo quelli autorizzati dalla Provincia, dalla Regione Marche o altra Regione, con riferimento ai relativi atti di approvazione





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2 milioni per corsi oss e formazione e lavoro: ecco come li spenderà la Provincia Ascoli Piceno

Corsi per Operatore socio sanitario ( OSS ) e nuovi progetti formativi, ammortizzatori sociali e sostegno all’innovazione nelle piccole e medie imprese. Niente “Work Experiences”, i 700mila euro vanno a progetti a sostegno di nuova occupazione.

Il Piceno potrà contare su 12 milioni di euro per la formazione e le politiche attive del lavoro. Ad annunciare come verranno spesi, il Presidente della Provincia Piero Celani, l'Assessore al Lavoro Aleandro Petrucci e il dirigente del Servizio Matilde Menicozzi Per cominciare, 296 mila euro saranno spesi per l'attivazione di quattro corsi oss ad Ascoli e San Benedetto che coinvolgeranno oltre 100 lavoratori già occupati in strutture socio sanitarie private in possesso di esperienza lavorativa e altri 100 circa che svolgono servizi di assistenza domiciliare o scolastica per conto di imprese. Già il 20 settembre i soggetti interessati potranno aderire al bando per "La gestione dei progetti formativi di riqualificazione OSS ( Operatore Socio Sanitario ) Corsi indispensabili alla riqualificazione degli operatori - ha affermato la dott.sa Menicozzi - che dopo il 31 dicembre 2010, salvo proroghe, dovranno obbligatoriamente possedere la qualifica regionale per lavorare".

Novità anche per le borse lavoro. "Al posto delle vecchie work experiences - ha sottolineato Celani - utilizzeremo i circa 700 mila euro che siamo riusciti ad ottenere dalla Regione, nonostante le risorse fossero state esaurite dalle precedenti amministrazioni, per progetti in grado di creare nuova occupazione e pensati sulle esigenze del sistema socio economico territoriale". Per l'asse dell'inclusione sociale, infine, la Provincia sosterrà con 1 milione 300 mila euro il reddito di disabili, soggetti svantaggiati over 50 e lavoratori espulsi dal mercato del lavoro attraverso progetti di inserimento lavorativo. "Lo faremo veramente in modo innovativo - ha concluso il Presidente - finanziando non solo i beneficiari, ma anche dei tutor che avranno il compito di seguirli per verificare attitudini e competenze assicurando così la riuscita del percorso di inserimento. Un grosso supporto quindi da parte della Provincia per le imprese e i lavoratori del Piceno in un momento di difficoltà in attesa che ci vengano assegnate ulteriori risorse per la programmazione 2010/2013".





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Siracusa - Lo stato di agitazione degli operatori sanitari siciliani ( OSS ) indetto da Rdb - Usb, settore Sanità, ha ottenuto un primo importante risultato con l’incontro fissato per giovedì prossimo alle 10 nella sede della prefettura di Palermo alla presenza dell’assessore Russo. La vertenza sindacale è incentrata sulla richiesta di assunzioni di infermieri, pagamento della vacanza contrattuale, riapertura della mobilità interregionale, inserimento della figura degli operatori socio-sanitari nella sanità e la reinternalizzazione dei servizi.

L‘organizzazione aderente all‘unione sindacale di base, con un documento diffuso ai lavoratori, mette in guardia gli operatori dall’uso indiscriminato, da parte di alcuni caposala e di responsabili amministrativi, di strumenti non idonei impiegati per sopperire a carenze di organico. Il riferimento è esplicitamente rivolto agli ordini di servizio che non possono essere utilizzati, a detta del sindacato, per imporre turni lavorativi. “Senza entrare nei minimi particolari - scrive l’Rdb-Usb - ricordiamo che un ordine di servizio può essere dato nominativamente al lavoratore firmato in calce dal direttore sanitario o un incaricato portando la motivazione, che non può essere generica (mancanza personale) e soprattutto dato in servizio. Dopo aver terminato il servizio, nessuno può darvi ordini di servizio nè telefonicamente nè inviarli a casa e nemmeno farveli pervenire dalle forze dell’ordine, e soprattutto chiamarvi e imporre il rientro dicendo dopo ti rilascio l’ordine di servizio, tutto questo è un abuso.”
Tra le altre istanze avanzate c’è il riconoscimento del ruolo sanitario nei confronti degli OSS. Si tratta di una promessa fatta ma non mantenuta e per la quale Rdb-Usb Sanità si appresta a lanciare una manifestazione nazionale a Roma.

Incentivi economici vengono inoltre richiesti per l’istituto della pronta disponibilità, con un riconoscimento dopo la sesta del mese, e per monetizzare il gettone di chiamata a tutti gli operatori a cui viene richiesto il rientro in servizio. “Intanto - afferma Rdb-Usb- vogliamo spiegare perché un gettone, molto semplice, oggi soprattutto gli Infermieri, OSS, e Operatori Sanitari, vengono chiamati (in riposo o ferie) per coprire turni scoperti, o per svariati motivi, e l’Azienda sopperisce a questi richiami con il solo pagamento dello Straordinario (prendendo i soldi dal fondo comune di tutti).Vogliamo chiarire a tutti che è vietato chiamare a casa i dipendenti, è vietato per l’Amministrazione imporre di avere i numeri di cellulare o di casa dei dipendenti, l’obbligo per gli infermieri è di lasciare un recapito telefonico, e questo numero va custodito in cassaforte e usato solo su indicazione del Prefetto, o dal Direttore Generale per calamità naturali, pertanto le chiamate fatte oggi dagli uffici e dai coordinatori sono abusive.”

Anche questi sono strumenti a cui si ricorre per tamponare eventuali emergenze di organico che però, sostiene il documento sindacale, devono ottenere adeguato compenso secondo il ruolo ricoperto. Il pacchetto di  proposte contiene, infatti, la diversificazione monetaria del gettone di chiamata da 100 a 50 euro in base all’incarico svolto, con il pagamento delle ore lavorate aumentate del parametro di maggiorazione festiva notturna, tenendo presente che la disponibilità alla copertura dei turni, e dunque ad ottenere il gettone, è su base volontaria. Per tutto il personale, quando interessato da cambi turno, viene infine richiesto un riconoscimento di 25 euro per il disagio procurato al lavoratore.



Il risultato dell' impegno della giunta e consiglio provinciale di Matera

MATERA - Il confronto e la condivisione promuovono la crescita del territorio. Un orientamento che ha plasmato il modus operandi dell’azione politica dell’attuale giunta e consiglio provinciale di Matera che questa volta si sono impegnati nella promozione del dialogo tra: operatori socio sanitari dell’ASM e vertici della Sanità regionale.

L’assessore alla Sanità regionale Attilio Martorano e il direttore dell’Azienda Sanitaria di Matera Vito Gaudiano insieme al presidente della Provincia Franco Stella, al presidente del Consiglio provinciale Aldo Chietera, al direttore generale dell’Ente Carmela Gerardi, agli assessori e a numerosi consiglieri provinciali hanno incontrato il personale OSS in attesa di riscontri rispetto al proprio futuro occupazionale.

L’eccessivo utilizzo che sin qui è stato fatto del tempo determinato nella sanità, come in altri ambiti,  – ha esordito l’assessore regionale, Attilio Martorano – oltre a non essere etico nei confronti dei dipendenti, non è funzionale alla crescita del territorio. La giunta regionale, nell’ottica di porre fine a questo fenomeno, ha approvato ieri il Piano triennale delle assunzioni delle aziende sanitarie lucane che, stimati i propri fabbisogni, potranno avviare il percorso di stabilizzazione dei rispettivi lavoratori. Nel caso specifico l’ASM potrà procedere alla assunzione di una parte del personale OSS

Il nuovo Piano triennale  – ha evidenziato il direttore della Asm, Vito Gaudiano – ci permetterà di assorbire 20-25 unità, un numero che nel corso del tempo potrà sicuramente aumentare. I lavoratori, che andremo a contrattualizzare a tempo indeterminato, saranno quelli a cui fa riferimento la graduatoria ufficiale

In un periodo di crisi così grave, le istituzioni devono impegnarsi nella ricerca di soluzioni alternative – ha detto il presidente del Consiglio provinciale, Aldo Chietera – che tutelino il diritto al lavoro. Un diritto che in questa occasione è stato salvaguardato grazie a uno sforzo comune.”

Questa Provincia – ha concluso il presidente Franco Stella – intende ribadire l’assoluta disponibilità nei confronti del territorio. Una buona politica si interroga sulle necessità che manifestano i cittadini e si attiva, con gli strumenti a disposizione, per rispondere loro. Confermo e sottoscrivo il danno perpetrato negli anni da un sistema che ha fatto del precariato il proprio volano di sviluppo, un sistema che ha generato aspettative disattese e che ha disperso preziose professionalità. Pertanto ringrazio la giunta regionale per avere inteso inaugurare una nuova stagione in cui, proprio a partire dal settore della sanità preposto alla tutela della salute e della incolumità delle persone, si riconosce al lavoro il ruolo e la dignità che merita.”



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