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L’unione sindacale di base (USB) sostiene e promuove le vertenze in tutti i luoghi di lavoro, per il riconoscimento del "Tempo Divisa".
A tutte le Fondazioni, RSA, Cooperative Sociali, Case di Riposo, Ospedali Privati, Cliniche Private, ecc……

Inizia la battaglia per il “Tempo Divisa”. Perché indossare la divisa e le scarpe è considerato tempo di lavoro in tutte le sedi di lavoro. Le Lavoratrici ed i Lavoratori che hanno l’obbligo di indossare una divisa, hanno il diritto del riconoscimento del “Tempo Divisa”. Pertanto tutte le Amministrazioni hanno l’obbligo di trovare un accordo (Sindacale), per il riconoscimento del tempo necessario al Lavoratore di cambiarsi e di raggiungere il proprio posto di lavoro.

Noi di USB, da tempo abbiamo lanciato una forte battaglia per il riconoscimento del “Tempo Divisa” perché questa vertenza; Una direttiva comunitaria del 2003 che dice: “L’orario di lavoro è qualsiasi periodo in cui il Dipendente sia al lavoro a disposizione del datore, nell’esercizio della sua attività e delle sue funzioni, indossare una divisa, o una tuta da lavoro, vuol dire eseguire disposizione dell’azienda, cioè svolgere un’attività che deve essere retribuita”.

Oss in divisaAltre sentenze favorevoli si sono in seguito aggiunte, molti accordi aziendali sono stati sottoscritti dove USB è presente, molte vertenze sono state vinte da USB in tutta Italia. E' ancora più importante la posizione della Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia in merito al riconoscimento del tempo di vestizione, inviando a tutte le Direzioni Aziendali una nota che chiarisce senza ombra di dubbio che il tempo impiegato per la vestizione del personale deve essere retribuito.

Facciamo quattro conti: in un solo giorno di lavoro, tra vestirsi per iniziare un turno e spogliarsi prima di tornare a casa, si perdono tra i 10 e i 15 minuti, se si considera una media di 10 minuti impiegati tra vestirsi e spogliarsi, in capo ad un anno da 260 giorni di lavoro, i minuti diventano 2.600, cioè quasi 43 ore ( 7 giorni di ferie o riposi in più) contado gli otto anni anni di arretrato spettanti (2003-2011) 2600 minuti x 8 anni fanno 20.800 minuti, pari a 357 ore (una media di 57 giorni di ferie o riposi in più) oppure queste ore di arretrato spettanti possono essere convertiti in euro e facendo una piccola ipotesi di € 10,00 all’ora al dipendente spetterebbero Euro 3.570 pro capite, queste sono le ferie o riposi lasciati oppure i soldi regalati ai Padroni.

Da questi conti che USB ha deciso a livello Regionale e Nazionale di avviare le vertenze in tutti i posti di lavoro per portare Salario e diritti in un contesto dove Governi, Regioni, Padroni, e i loro “amici” cgil, cisl, uil, tagliano salari e diritti. Sappiamo che in alcune strutture è bastato la nostra comunicazione, o il nostro volantino per “svegliare” gli altri sindacati, che come loro abitudine non gli riesce di fare altro che rincorre USB sui diritti, purtroppo non per recuperare terreno sulle proposte, ma unicamente per ostacolare USB.

USB Sanità Privata oltre che al confronto con tutte le amministrazioni, userà tutti gli strumenti per far rispettare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori

Unione Sindacale di Base - Lavoro Privato – Lombardia
Via Mossotti 1 20159 Milano
Tel. 02683091 fax 026080381
www.lombardia.usb.it
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Un operatore socio sanitario candidato a Piacenza
OSS in Lista anche in quel di Piacenza

San Nicolò (PC) - C'è anche un operatore socio sanitario tra i candidati del movimento 5 stelle di Beppe Grillo alle prossime elezioni amministrative.

Il noto comico genovese, accusato di aver presentato liste di inesperti, replicava: Si, vero. I miei ragazzi sono ancora inesperti, infatti non sanno rubare!

Oltre le battute, condivisibili del resto. Non possiamo non fare i nostri migliori auguri al collega oss candidato a San Nicolò e ai tanti colleghi oss candidati in qualsiasi lista. Portate avanti la voce ed i bisogni della categoria alla quale appartenete e sappiate fare tesoro della vostra posizione qualora verrete eletti.

Ospedale San Giovanni Addolorata di RomaDa Ausiliari ad OSS
1000 ore di corso alla modica cifra di 2.100 euro. Niente di più facile...

Operatore Socio Sanitario qualificato o perdete il lavoro.
I lavoratori corrono subito ad iscriversi al corso oss organizzato a Roma proprio per loro. 2.100 euro il costo del corso riservato agli ausiliari che lavorano al S. Giovanni Addolorata per frequentare i corsi di formazione e conseguirne l’attestato di qualifica di Operatore socio sanitario

Gianni Romano il segretario regionale della Fials Confsal, dopo un incontro con alcuni lavoratori ai quali i datori di lavoro hanno chiesto di riqualificarsi in operatore socio sanitario per mantenere l’impiego, non usa mezzi termini: è pur vero che la sanità del Lazio a causa della crisi finanziaria ha già raschiato il fondo del barile, ma che a pagare debbano essere sempre i più deboli è e rimane inaccettabile sotto ogni profilo” I corsi oss inizieranno tra un mese circa e per 2.100 euro si offrono 600 ore di didattica e 400 di tirocinio non retribuito. A conti fatti il corso di qualifica, all’operatore sanitario che percepisce un reddito di circa 16.000 euro annui, costa di più diventare OSS che partecipare a un corso di laurea triennale in Infermieristica, della durata complessiva 5.600 ore all’università La Sapienza di Roma. Ma ancora più grave – prosegue Romano – è il fatto che il costo dell’iscrizione è stato deliberato da un Ente già finanziato con i fondi pubblici regionali per tutte le attività, didattica compresa


Iniziativa rivolta agli oss ma anche agli infermieri ai medici e a tutti i professionisti coinvolti nell'assistenza di base, infermieristica e medica
Sei un oss o un infermiere e ti piace scrivere? Hai realizzato degli articoli o degli abstract e vorresti venissero pubblicati? Il sito oss ti dà la possibilità di diffondere i tuoi articoli all'interno delle proprie pagine. 

I tuoi lavori
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Autore oss

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Infine mettiamo a disposizione in un file .pdf una breve guida alla scrittura per chi non ha esperienza nella stesura di articoli

Rovigo, 11 novembre 2010 - Prima di assumere una persona, il datore di lavoro ha il diritto di sapere se questa persona ricopre cariche politiche o sindacali, se ha figli o parenti disabili, se fa o no volontariato e quante volte si ammala in un anno. Si tratta di una discriminazione? Apparentemente, no. Ma la domanda vera è: come verranno usate le risposte del candidato ai fini dell’assunzione?

Diritti degli operatori socio sanitari (OSS)Qualche giorno fa, l’Ulss 18 ha chiuso un bando di mobilità per la posizione di un operatore socio sanitario. Al di là del posto disponibile, da questa selezione sarà ricavata una graduatoria da cui attingere nel momento del bisogno (presumibilmente già dal primo semestre del 2011, dopo i pensionamenti in programma). Nel bando di adesione alla selezione però, si chiede di specificare alcuni dettagli che poco hanno a che fare con le competenze necessarie, ovvero: il numero di giorni di assenze per malattia degli ultimi due anni, il godimento dei benefici previsti dalla legge 104 (permessi di lavoro per l’assistenza a famigliari disabili, ndr) e dalla legge 267 (permessi per lo svolgimento di attività istituzionali, ndr).

Domande come queste potrebbero essere poste per una questione organizzativa, ma il rischio che una risposta positiva influisca in modo discriminatorio sulla selezione dei candidati, c’è. «Trattandosi di diritti acquisiti, non si capisce la necessità di indagare chi ne usufruisce e chi no – spiega la consigliera di parità provinciale, Anna Maria Barbierato – si tratta di quesiti discriminatori per tutti e per le donne, che più spesso usufruiscono dei permessi per la cura della famiglia, lo sono doppiamente».

Del contenuto del bando è stata informata la consigliera di fiducia dell’Ulss 18, Rosa Amorevole, che ne valuterà la legittimità. «Sarà certamente un bando legittimo – commenta l’assessora alle pari opportunità del Comune di Rovigo Giovanna Pineda – ma se ricoprire cariche politiche o sindacali è discriminante per avere il lavoro, allora è bene capire in che modo».

E la perplessità tocca anche i sindacati. «Si tratta di domande tese ad accertare quante assenze potrebbe fare una persona – osserva Antonio Barbiani (Cisl-Fp) – di illegittimo non c’è nulla, ma potrebbero celare un atteggiamento discriminatorio». «La richiesta delle ore di assenza è legittimata da una delle previsioni del ministro Brunetta – spiega Davide Benazzo (Fp-Cgil) – perciò qui è la normativa ad essere discriminatoria. Le altre hanno il sapore di un oscuro passato. Verificheremo per vie legali la loro legittimità». Più fiduciosa è la posizione della Uil-Fpl: «Voglio pensare che siano quesiti posti per motivi organizzativi – tuona Fabio Osti – se così non fosse, si tratterebbe di una forma palese, altro che celata, di discriminazione».
di MILENA FURINI


 

Ancora una volta ci si ritrova davanti all'ennesima prova che questo Paese è alla deriva. Disoccupazione e precariato spingono moltissimi disperati a partecipare alle selezioni per partecipare ad un corso oss
Ecco cosa pubblica l'enaip piemonte, (un noto ente di formazione che svolge periodicamente corsi gratuiti per operatore socio sanitario oss) nel suo sito: "Ci sono laureati, padri di famiglia, persone immigrate, tutti in fila non per vedere un film, e nemmeno per fare la spesa, bensì per inseguire un sogno che si chiama lavoro. Un lavoro, quello di operatore socio sanitario che, nonostante richieda grandi sacrifici e non preveda uno stipendio da capogiro, è diventato per molti la speranza di trovare un posto fisso. Ma la strada per raggiungerlo è lunga e la selezione durissima.
In primo luogo bisogna frequentare un corso di formazione. Ecco dunque che enti di formazione professionale come l’Enaip di Settimo emettono un bando pubblico per selezionare i 25 “fortunati” (15 non diplomati 10 diplomati), ovvero le persone che potranno accedere ad percorso formativo gratuito, della durata di 1000, comprensive di stage, realizzato in collaborazione con l’ASL TO4 e il CISSP, finanziato dalla Provincia di Torino.

Corso oss a Settimo i candidati Ma i candidati sono sempre tantissimi, quest’anno si sono prescritti in 830, di tutte le età, di tutte le nazionalità, di tutte le scolarità, alla ricerca spasmodica di una occupazione e il sogno di poterla raggiungere proprio grazie a questo corso.
«L’anno scorso abbiamo avuto 856 candidature, quest’anno 830- spiega il Direttore del CSF Enaip di Settimo, Ezio Bertolotto - La crisi ha portato nei nostri uffici centinaia di persone che, o non trovando o avendo perso l’occupazione, vogliono specializzarsi o riqualificarsi attraverso un percorso formativo per avere qualche chance in più per reinserirsi al più presto nel mondo del lavoro. Abbiamo un numero rilevante di iscritti in tutte le tipologie corsuali, ma per l’OSS i numeri sono così alti perché è quello che garantisce maggiori opportunità occupazionali indipendentemente dall’età, dal genere o dall’appartenenza etnica ».
Otto gli incontri orientativi fatti da Enaip prima delle selezioni, al fine di presentare il corso, gli obiettivi, le materie, le capacità e le predisposizioni richieste. Degli 830 preiscritti, (circa il 40% stranieri e quasi 1/3 uomini) si sono presentati ai test di selezione circa 600 candidati, che sono stati suddivisi in 3 gruppi, che hanno affrontato gli esami il 25, 26 e 27 ottobre.
75 le persone che hanno superato la prima selezione (45 non diplomati e 30 diplomati) che, nei giorni 2, 3 e 4 novembre hanno affrontato gli orali, dai quali sono stati selezionati i 25 allievi (9 sono gli stranieri e 9 sono i maschi).
«In questo momento di crisi - continua Bertolotto- la formazione professionale deve avere un ruolo centrale, come avviene in tutta Europa. Nei momenti di recessione e di crisi occupazionale bisogna investire in politiche attive del lavoro. E’ opportuno che le persone che perdono il lavoro o non lo trovano non restino inattive, devono investire il loro tempo per riqualificarsi, per acquisire nuove competenze».
L'elenco degli allievi ammessi al corso per Operatore Socio Sanitario dell'Enaip di Settimo Torinese è consultabile presso il centro.



Il Servizio formazione e lavoro invita a fare attenzione, perché non tutti consentono l’esercizio della professione nel territorio provinciale

PESARO – Stanno uscendo in questi giorni gli avvisi relativi a corsi di formazione per conseguire la qualifica di Operatore socio sanitario ( OSS )

Il Servizio Formazione e Lavoro della Provincia di Pesaro e Urbino informa i cittadini che i corsi autorizzati e riconosciuti dall’ente si caratterizzano per la presenza del logo dell’Amministrazione provinciale nelle relative comunicazioni pubblicitarie. Nelle Marche la disciplina delle attività formative per il conseguimento della qualifica di “Operatore socio sanitario” è regolata dalla delibera numero 666 del 2008 della Regione e successive integrazioni. I corsi che abilitano all’esercizio di questa professione nelle strutture pubbliche e private del territorio provinciale sono dunque solo quelli autorizzati dalla Provincia, dalla Regione Marche o altra Regione, con riferimento ai relativi atti di approvazione



2 milioni per corsi oss e formazione e lavoro: ecco come li spenderà la Provincia Ascoli Piceno

Corsi per Operatore socio sanitario ( OSS ) e nuovi progetti formativi, ammortizzatori sociali e sostegno all’innovazione nelle piccole e medie imprese. Niente “Work Experiences”, i 700mila euro vanno a progetti a sostegno di nuova occupazione.

Il Piceno potrà contare su 12 milioni di euro per la formazione e le politiche attive del lavoro. Ad annunciare come verranno spesi, il Presidente della Provincia Piero Celani, l'Assessore al Lavoro Aleandro Petrucci e il dirigente del Servizio Matilde Menicozzi Per cominciare, 296 mila euro saranno spesi per l'attivazione di quattro corsi oss ad Ascoli e San Benedetto che coinvolgeranno oltre 100 lavoratori già occupati in strutture socio sanitarie private in possesso di esperienza lavorativa e altri 100 circa che svolgono servizi di assistenza domiciliare o scolastica per conto di imprese. Già il 20 settembre i soggetti interessati potranno aderire al bando per "La gestione dei progetti formativi di riqualificazione OSS ( Operatore Socio Sanitario ) Corsi indispensabili alla riqualificazione degli operatori - ha affermato la dott.sa Menicozzi - che dopo il 31 dicembre 2010, salvo proroghe, dovranno obbligatoriamente possedere la qualifica regionale per lavorare".

Novità anche per le borse lavoro. "Al posto delle vecchie work experiences - ha sottolineato Celani - utilizzeremo i circa 700 mila euro che siamo riusciti ad ottenere dalla Regione, nonostante le risorse fossero state esaurite dalle precedenti amministrazioni, per progetti in grado di creare nuova occupazione e pensati sulle esigenze del sistema socio economico territoriale". Per l'asse dell'inclusione sociale, infine, la Provincia sosterrà con 1 milione 300 mila euro il reddito di disabili, soggetti svantaggiati over 50 e lavoratori espulsi dal mercato del lavoro attraverso progetti di inserimento lavorativo. "Lo faremo veramente in modo innovativo - ha concluso il Presidente - finanziando non solo i beneficiari, ma anche dei tutor che avranno il compito di seguirli per verificare attitudini e competenze assicurando così la riuscita del percorso di inserimento. Un grosso supporto quindi da parte della Provincia per le imprese e i lavoratori del Piceno in un momento di difficoltà in attesa che ci vengano assegnate ulteriori risorse per la programmazione 2010/2013".



Siracusa - Lo stato di agitazione degli operatori sanitari siciliani ( OSS ) indetto da Rdb - Usb, settore Sanità, ha ottenuto un primo importante risultato con l’incontro fissato per giovedì prossimo alle 10 nella sede della prefettura di Palermo alla presenza dell’assessore Russo. La vertenza sindacale è incentrata sulla richiesta di assunzioni di infermieri, pagamento della vacanza contrattuale, riapertura della mobilità interregionale, inserimento della figura degli operatori socio-sanitari nella sanità e la reinternalizzazione dei servizi.

L‘organizzazione aderente all‘unione sindacale di base, con un documento diffuso ai lavoratori, mette in guardia gli operatori dall’uso indiscriminato, da parte di alcuni caposala e di responsabili amministrativi, di strumenti non idonei impiegati per sopperire a carenze di organico. Il riferimento è esplicitamente rivolto agli ordini di servizio che non possono essere utilizzati, a detta del sindacato, per imporre turni lavorativi. “Senza entrare nei minimi particolari - scrive l’Rdb-Usb - ricordiamo che un ordine di servizio può essere dato nominativamente al lavoratore firmato in calce dal direttore sanitario o un incaricato portando la motivazione, che non può essere generica (mancanza personale) e soprattutto dato in servizio. Dopo aver terminato il servizio, nessuno può darvi ordini di servizio nè telefonicamente nè inviarli a casa e nemmeno farveli pervenire dalle forze dell’ordine, e soprattutto chiamarvi e imporre il rientro dicendo dopo ti rilascio l’ordine di servizio, tutto questo è un abuso.”
Tra le altre istanze avanzate c’è il riconoscimento del ruolo sanitario nei confronti degli OSS. Si tratta di una promessa fatta ma non mantenuta e per la quale Rdb-Usb Sanità si appresta a lanciare una manifestazione nazionale a Roma.

Incentivi economici vengono inoltre richiesti per l’istituto della pronta disponibilità, con un riconoscimento dopo la sesta del mese, e per monetizzare il gettone di chiamata a tutti gli operatori a cui viene richiesto il rientro in servizio. “Intanto - afferma Rdb-Usb- vogliamo spiegare perché un gettone, molto semplice, oggi soprattutto gli Infermieri, OSS, e Operatori Sanitari, vengono chiamati (in riposo o ferie) per coprire turni scoperti, o per svariati motivi, e l’Azienda sopperisce a questi richiami con il solo pagamento dello Straordinario (prendendo i soldi dal fondo comune di tutti).Vogliamo chiarire a tutti che è vietato chiamare a casa i dipendenti, è vietato per l’Amministrazione imporre di avere i numeri di cellulare o di casa dei dipendenti, l’obbligo per gli infermieri è di lasciare un recapito telefonico, e questo numero va custodito in cassaforte e usato solo su indicazione del Prefetto, o dal Direttore Generale per calamità naturali, pertanto le chiamate fatte oggi dagli uffici e dai coordinatori sono abusive.”

Anche questi sono strumenti a cui si ricorre per tamponare eventuali emergenze di organico che però, sostiene il documento sindacale, devono ottenere adeguato compenso secondo il ruolo ricoperto. Il pacchetto di  proposte contiene, infatti, la diversificazione monetaria del gettone di chiamata da 100 a 50 euro in base all’incarico svolto, con il pagamento delle ore lavorate aumentate del parametro di maggiorazione festiva notturna, tenendo presente che la disponibilità alla copertura dei turni, e dunque ad ottenere il gettone, è su base volontaria. Per tutto il personale, quando interessato da cambi turno, viene infine richiesto un riconoscimento di 25 euro per il disagio procurato al lavoratore.



Il risultato dell' impegno della giunta e consiglio provinciale di Matera

MATERA - Il confronto e la condivisione promuovono la crescita del territorio. Un orientamento che ha plasmato il modus operandi dell’azione politica dell’attuale giunta e consiglio provinciale di Matera che questa volta si sono impegnati nella promozione del dialogo tra: operatori socio sanitari dell’ASM e vertici della Sanità regionale.

L’assessore alla Sanità regionale Attilio Martorano e il direttore dell’Azienda Sanitaria di Matera Vito Gaudiano insieme al presidente della Provincia Franco Stella, al presidente del Consiglio provinciale Aldo Chietera, al direttore generale dell’Ente Carmela Gerardi, agli assessori e a numerosi consiglieri provinciali hanno incontrato il personale OSS in attesa di riscontri rispetto al proprio futuro occupazionale.

L’eccessivo utilizzo che sin qui è stato fatto del tempo determinato nella sanità, come in altri ambiti,  – ha esordito l’assessore regionale, Attilio Martorano – oltre a non essere etico nei confronti dei dipendenti, non è funzionale alla crescita del territorio. La giunta regionale, nell’ottica di porre fine a questo fenomeno, ha approvato ieri il Piano triennale delle assunzioni delle aziende sanitarie lucane che, stimati i propri fabbisogni, potranno avviare il percorso di stabilizzazione dei rispettivi lavoratori. Nel caso specifico l’ASM potrà procedere alla assunzione di una parte del personale OSS

Il nuovo Piano triennale  – ha evidenziato il direttore della Asm, Vito Gaudiano – ci permetterà di assorbire 20-25 unità, un numero che nel corso del tempo potrà sicuramente aumentare. I lavoratori, che andremo a contrattualizzare a tempo indeterminato, saranno quelli a cui fa riferimento la graduatoria ufficiale

In un periodo di crisi così grave, le istituzioni devono impegnarsi nella ricerca di soluzioni alternative – ha detto il presidente del Consiglio provinciale, Aldo Chietera – che tutelino il diritto al lavoro. Un diritto che in questa occasione è stato salvaguardato grazie a uno sforzo comune.”

Questa Provincia – ha concluso il presidente Franco Stella – intende ribadire l’assoluta disponibilità nei confronti del territorio. Una buona politica si interroga sulle necessità che manifestano i cittadini e si attiva, con gli strumenti a disposizione, per rispondere loro. Confermo e sottoscrivo il danno perpetrato negli anni da un sistema che ha fatto del precariato il proprio volano di sviluppo, un sistema che ha generato aspettative disattese e che ha disperso preziose professionalità. Pertanto ringrazio la giunta regionale per avere inteso inaugurare una nuova stagione in cui, proprio a partire dal settore della sanità preposto alla tutela della salute e della incolumità delle persone, si riconosce al lavoro il ruolo e la dignità che merita.”



Salva i tuoi files in una cartella del tuo pc

Salva tutto prima che sia troppo tardi !!!
Facebook è alla deriva ed è questo l'urlo che si è diffuso da un paio di giorni sui vari social network che non aspettavano altro. Avete mai pensato agli effetti della fine di facebook ? Gli effetti che potrebbe avere sul web il collasso del più celebre social network del mondo. Probabilmente andremmo incontro a giorni o settimane di delirio collettivo cercando un social network sostitutivo. Ma ai vostri dati ? Ai vostri files ? Dove andrebbero a finire ? Cosa succederebbe se da un giorno all'altro doveste perdere tutto quello che avete salvato sul vostro profilo di facebook ?

Istruzioni per effettuare un backup essenziale
1)
Salva tutte le foto in una cartella del tuo PC (ovviamente quelle in cui sei taggato/a e non quelle che hai già sul tuo pc)
2) Salva i testi e le note preferite
3) Salva i contatti ed i recapiti in file di testo

Sono in arrivo dei software freeware per automatizzare il tutto



Facebook morto E siamo a due. Basta googlare Facebook down per accedere allo streaming di Twitter che parla dell’argomento; già ieri il social dai messaggi da 140 caratteri era stato il mezzo attraverso il quale gli attapiratissimi internauti di tutto il mondo si erano avvertiti a vicenda.

Per tutto il giorno ci sono stati problemi a macchia di leopardo, ma adesso sono sempre di più le persone che lamentano malfunzionamenti e impossibilità ad accedere a Facebook; come e quando finirà non si può dire, non sentitevi soli, siamo tutti nella stessa barca. Sul sito downrightnow si può monitorare in tempo reale l’accessibilità al social network, se volete periodicamente sapere come sta il malato.

Anche L’Huffington Post conferma che il sito downrightnow registra che Facebook è down, o comunque irraggiungibile per molti utenti; quindi il problema è ancora una volta planetario, e se ieri come spiegava Mashable era dovuto ai provider esterni, oggi ancora non è dato sapere cosa ci fa soffrire. Techcrunch è addirittura catastrofico, titolando “internet implodes” e allegando lo stamp che segue e aggiunge tra il serio e il faceto: “Facebook’s omnipresent Like button is also completely down, so the entire Internet (or a good percentage of it) is feeling this pain”; l’onnipresente bottone mipiace di Facebook è completamente down, perciò tutta internet ( o almeno una buona percentuale) sta soffrendo.

Intanto i manifesti sono pronti...



Selezione per operatori socio assistenziali dell'ambito B3
A seguito della costituzione dell'Albo degli OSA e degli OSS dell'Ambito Sociale B3 – si legge in una nota del Comune di Cerreto - gli iscritti verranno.

(20 Settembre) È indetta la procedura di selezione ad evidenza pubblica, per soli titoli, per l’inclusione all’elenco albo di Operatori Socio Assistenziali ( OSA ) e Operatori Socio Sanitari ( OSS ) per l’attuazione dei servizi interventi programmati dal Piano di Zona, PSR 2010/2012, ai sensi e per gli effetti della Legge Regionale n.11/2007. La documentazione completa del presente avviso è possibile scaricarla dal sito dell’Ambito Sociale B3: www.ambitosocialeb3.org oppure consultando l’Albo Pretorio dei venti comuni dell’Ambito.

Le domande di ammissione alla selezione per operatori socio assistenziali osa e operatori socio sanitari oss, redatte esclusivamente sul modello di domanda appositamente predisposto in carta semplice, dovranno essere inviate in busta chiusa e controfirmata sui lembi di chiusura, a pena di esclusione, all’Ufficio di Piano dell’Ambito Sociale B3 presso il Settore Servizi Sociali del Comune di Cerreto Sannita, e dovranno pervenire al Comune di Cerreto Sannita, Corso Umberto I, a mezzo posta raccomandata o con servizio di posta celere delle Poste Italiane o mediante consegna diretta al Protocollo dell’Ente entro e non oltre le ore 14 del 5 ottobre 2010, pena l’esclusione. Pertanto, ai fini dell’osservanza del termine ultimo di presentazione, farà fede il timbro apposto dall’ufficio protocollo del Comune di Cerreto Sannita. A seguito della costituzione dell’Albo degli operatori socio assistenziali OSA e degli operatori socio sanitari OSS dell’Ambito Sociale B3 – si legge in una nota del Comune di Cerreto - gli iscritti verranno utilizzati per il Servizio agli Anziani e Disabili, rivolto a soggetti in condizione di non autosufficienza o ridotta autosufficienza temporanea o protratta derivante da condizioni personali critiche ancorché non patologiche o specificamente affetti da patologie croniche a medio lungo decorso o da patologie acute trattabili a domicilio che necessitano di assistenza da parte di una équipe multiprofessionale. In particolare gli operatori socio sanitari provvederanno ad assistere i pazienti dell’ambito posti in assistenza domiciliare integrata ADI, un modello di cura domiciliare caratterizzata dall'azione integrata e coordinata di operatori sanitari e sociali a domicilio, al fine di ridurre i ricoveri ospedalieri o rendere possibile una precoce dimissione dall'ospedale con un programma terapeutico e assistenziale concordato, per un periodo di tempo prestabilito tra il medico di famiglia ed il Distretto Sanitario, con il consenso della persona e dei familiari



Sanità malata: 20 letti per 200 dipendenti. Dieci sanitari per ogni paziente, in teoria. Nella pratica, uno dei tanti casi «clinici» - tra i più eclatanti e scandalosi - di quello sfascio chiamato Sanità
Un ospedale con venti posti letto e duecento dipendenti, denuncia il ministro Renato Brunetta. Dieci sanitari per ogni paziente, in teoria. Nella pratica, uno dei tanti casi «clinici» - tra i più eclatanti e scandalosi - di quello sfascio chiamato «sanità», in Calabria.
Una scia di inefficienza e spreco che prosegue ininterrotta da Cosenza a Reggio. L’ospedale di Taurianova, per dire, ha 29 posti letto e 149 dipendenti di personale sanitario, nel 2008 ha speso 9 milioni 950mila euro per un totale di prestazioni che non ha superato il milione 595mila euro, con una percentuale di inefficienza del 523,8 per cento. E caso simile è quello dell’ospedale di Oppido Mamertina, nel quale i dipendenti di personale sanitario sono 94 e 20 i posti letto, si spendono nello stesso anno 8 milioni 685mila euro ottenendo prestazioni del valore di 1 milione 496mila e una percentuale di inefficienza inchiodata al 480,5 per cento. O quello di Chiaravalle, nel Catanzarese, dove si spendono 12 milioni 700mila euro a fronte di prestazioni per 2 milioni 365mila euro con 163 dipendenti di personale sanitario e 38 posti letto.
Un «porto nelle nebbie» la sanità calabrese, secondo la commissione parlamentare d’inchiesta, nel quale stanno finalmente per piombare gli esperti della Guardia di Finanza. Li ha inviati il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in concomitanza con lo stop imposto dal Consiglio dei ministri alla legge regionale di riordino, ancora non in linea con il piano di rientro sanitario. Tremonti vuol vederci chiaro, anche perché il dissesto perdura da decenni senza aver lasciato indizi certi di responsabilità. Una regione, aveva spiegato l’altro ieri Tremonti a Cortina, nella quale «deve tornare lo Stato». Tanto che, clamorosamente, «la Calabria non ha più la contabilità sulla sanità. E ti dicono che viene fatta per tradizione omerica. E cioè per narrativa. Il governo Berlusconi ha mandato la Guardia di Finanza a rifare la contabilità della Calabria. E questo vuol dire mandare lo Stato a fare lo Stato».
Sull’argomento è tornato ieri anche il ministro Brunetta, ricordando l’esempio dell’ospedale del Bengodi con dieci dipendenti per ogni posto letto e ricordando come solo l’arrivo della riforma federalista, attraverso l’introduzione dei «costi standard», potrà cominciare a risolvere il problema. Una scommessa, quella federalista, che «se tutto va bene» partirà entro l’anno «nella sua completezza»: ovvero, con tutti i decreti attuativi. Il federalismo, ha continuato il ministro, è l’unico modo per «dare una mano ai liberi cittadini della Calabria per liberarsi della cattiva politica, dai cattivi sindacati, dalla criminalità».
Ma se l’ospedale dello scandalo sarà tra i primi a chiudere, molto ci sarà ancora da fare per rendere meno drammatica la situazione sanitaria in una regione dalla quale «i cittadini scappano per andarsi a curare in giro per l’Italia» e i conti sanitari, appunto, addirittura «non sono scritti, ma orali». Una realtà non sconosciuta al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, che in una recente conferenza stampa a Catanzaro aveva parlato della chiusura di tre-cinque ospedali e della riconversione di venti presidi regionali, «non solo per le esigenze del piano di azione regionale, ma anche come nuovo messaggio culturale». Ancora più eclatante l’ammissione finale: «Abbiamo venti ospedali con meno di cento posti letto e tra questi undici sono a rischio sicurezza. Dai primi sopralluoghi effettuati ci sono strutture che andrebbero chiuse subito perché sono dannose per i cittadini». Non «case di cura», dunque, ma «case di malattia». Un altro motivo per fare subito pulizia.



Studio infermieristico

Prelievi? Iniezioni? Catetere? L'infermiere ora ha lo studio.
Due professionisti hanno avviato una attività in via Fontane a Mompiano, a disposizione dei cittadini per prestare assistenza a chi è a casa, è autosufficiente ma non in grado di fare punture o di sistemare una medicazione.

Prestazioni infermieristiche in Studio infermieristico


Capita a molti di restare coinvolti in un incidente, in un infortunio domestico o in un evento che costringe a rivolgersi al Pronto soccorso. Dopo le prime cure e le indicazioni mediche impartite dagli specialisti ci si ritrova a casa con la necessità di fare iniezioni o rinnovare bendaggi secondo i programmi terapeutici prescritti.

La Procura di Napoli sta indagando sulla morte di un'anziana donna, Iolanda Boccuni, di 85 anni, sofferente di Alzheimer, caduta da una barella nell'ospedale Cardarelli lo scorso 29 agosto. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, la donna era stata portata in ospedale dalla figlia in seguito a una caduta nella quale si era fratturata un femore, che aveva subito una torsione di 90 gradi. Mentre veniva accompagnata da tre infermieri a fare le radiografie, l'anziana è caduta dalla barella e ha riportato una grave ferita al capo.

E' stata ricoverata nel reparto di rianimazione, dove però è morta mercoledì scorso. I familiari hanno presentato una denuncia e il fascicolo è stato assegnato al pm Giovanni Corona. Il magistrato ha delegato la polizia giudiziaria a identificare i tre infermieri che erano assieme a Iolanda Boccuni quando è caduta dalla barella e gli altri dipendenti dell'ospedale che eventualmente abbiano avuto un ruolo nella vicenda. E' stata disposta l'autopsia.
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