OSS senza qualifica assunti in deroga dalle RSA della Regione Piemonte

OSS senza qualifica assunti per colmare la carenza degli operatori assenti durante l'emergenza Coronavirus
A causa dell'emergenza Coronavirus, la Regione Piemonte ha autorizzato le Residenze sanitarie assistenziali (RSA) ad assumere operatori socio sanitari ancora in formazione e quindi senza qualifica.

Tra gli OSS in malattia o in infortunio e quelli "passati" negli ospedali pubblici, è esplosa la carenza degli operatori socio sanitari in tutta la regione piemonte. E così attraverso l'istituto della deroga la regione è corsa ai ripari. Sono circa 645 gli aspiranti operatori socio sanitari assunti dalle rsa piemontesi con lo scopo di tamponare l'emergenza dovuta al coronavirus. Si tratta di personale ancora in formazione e che quindi non ha ancora concluso il corso di formazione da 1000 ore necessario ad ottenere la qualifica di operatore socio sanitario.

Gli OSS privi di qualifica o per meglio dire, gli aspiranti OSS, saranno impiegati per sopperire a vuoti lasciati dai tanti operatori socio sanitari assenti in questo periodo per infortunio o malattia e si occuperanno dell'assistenza di base ai pazienti ospitati nelle RSA di tutta la regione. Garantiranno quindi l'igiene dei pazienti e degli ambienti.

I sindacati sul piede di guerra

Le assunzioni, pur rientrando in un contesto emergenziale come quello attuale legato alla pandemia da Coronavirus, è stata già aspramente criticata da diverse organizzazioni sindacali e da associazioni di categoria. "Il rischio è quello di mandare in prima linea personale non adeguatamente preparato, carne da macello in tempi di coronavirus." Tuonano dalle segreterie.

Tra l'altro avranno buste paga più leggere di almeno il 25% perchè assunti appunto come personale senza qualifica anche se poi nella realtà dei fatti svolgeranno mansioni del tutto sovrapponibili a chi la qualifica OSS la possiede già.

I nuovi OSS sfruttati da Coronavirus

Nasce di fatto una nuova categoria di OSS: Gli sfruttati da Coronavirus.

Dopo aver subito per settimane la mancanza di DPI che rimangono tuttora scarsi e spesso non adeguati. Dopo aver avuto una escalation allarmante di contagi tra il personale OSS e infermieristico impiegato nelle RSA piemontesi ora si va a configurare una nuova situazione potenzialmente esplosiva.

Gabriele Gilotto, della FP Cgil, è stato chiaro nel commentare la deregolamentazione delle assunzioni: "La Regione non può imporre ai privati di retribuire di più i non abilitati. Ma almeno può fare un moral suasion. Di routine, le cooperative offrono agli OSS 1.200 euro per 38 ore di lavoro settimanali. Gli OSS senza qualifica, assunti per il Covid-19, rischiano di guadagnare 900 euro al mese. Una miseria».

Chiara Caucino, l’assessore regionale alle politiche sociali, ha proposto il via libera sulle assunzioni per aiutare le Rsa in deficit di operatori socio sanitari. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in media ogni residenza per anziani si avvale di 48 operatori (di cui 35 OSS) incaricati della cura di 80 posti letto. Nell’ultimo mese, il 35% ha registrato problemi di organico.

Il motivo? C’è chi ha dato forfait perché contagiato (o per paura di esserlo), chi è finito in quarantena preventiva e chi ha deciso di andare a lavorare negli ospedali. «In particolare a Cuneo, dove è stato aperto l’ospedale di Verduno per fronteggiare l’emergenza», spiegano dall’Unità di crisi. Per molti OSS l’assunzione nel pubblico impiego permette di beneficare di retribuzioni più alte e condizioni di lavoro più sicure. Alcune strutture non l’hanno presa bene. Tanto da attaccare la Regione, accusata di aver sottratto personale, nella riunione in Prefettura di mercoledì dove si è scoperto che l’80% delle case di riposo torinesi ha carenze nell’organico. Come a Moncalieri dove su 20 OSS ne sono rimasti 3.

Ma aprire le porte ai non abilitati è un «rischio doppio» per Paolo Manassero della Cgil. Nelle Rsa non è ancora terminata la campagna di test virologici e si rischiano nuovi contagiati. In più, dato il deficit di personale, ai neoassunti sono richieste operazioni per cui non sono preparati. Con un incremento dei pericoli. L’Iss, con l’avvio dell’emergenza, ha registrato un aumento di incidenti a ospiti e a lavoratori nelle residenze per anziani. Il Piemonte registra la media più alta a livello italiano.

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