OSS licenziato a Milano: adatto all'emergenza ma non al tempo indeterminato

Coronavirus: Oss licenziato nel milanese

Operatore socio sanitario licenziato dall'Humanitas di Rozzano (MI)
Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di Ettore, un collega Oss, che in questi tempi così drammatici ha visto il suo contratto di lavoro di un anno, nella mansione di OSS, non rinnovato.

Mai un richiamo o un avvertimento.
Il trentatreenne, dopo aver prestato servizio in corsia all'Humanitas di Rozzano, nel milanese, per un anno, senza mai ricevere un richiamo, ma anzi venendo elogiato da colleghi e superiori, è stato drasticamente e senza appello lasciato a casa, con la motivazione di non rispondere agli standard richiesti dalla struttura presso la quale aveva diligentemente prestato servizio. “Quello che mi dà maggiore soddisfazione però, sono tutti i complimenti e gli apprezzamenti ricevuti dai pazienti nel corso di questo anno, i feedback positivi dei miei colleghi OSS e la contraddizione dei giudizi folli di chi purtroppo ha potere di decidere e decide di giocare con il futuro delle persone che hanno dedicato il massimo impegno, serietà e professionalità per contribuire a mandare avanti un reparto, in un momento dove più che mai c'è bisogno di personale sanitario e socio-sanitario”.

Adatto all'emergenza, ma non al tempo indeterminato
“Ero a rischio di contagio in reparto COVID-19, dove hanno valutato fossi in grado di fronteggiare l'emergenza... ora, mi sento dire che non ho raggiunto gli standard Humanitas” ci scrive Ettore, OSS a cui la rinomata struttura del milanese ha deciso di non rinnovare il contratto di un anno, in un momento in cui gli operatori socio sanitari e gli infermieri sono ricercatissimi e indispensabili.

OSS licenziato: questo il riconoscimento per un anno di lavoro.
“Dopo un anno di duro lavoro, sacrifici e bocconi amari buttati giù, il resoconto è arrivato... l'ospedale per cui lavoro, dopo avermi spolpato, con vani ragionamenti falsi e ingiustificati ha pensato bene di ripagarmi negandomi il contratto... Mai un giorno di assenza e di ritardo, massima disposizione per venire incontro alle esigenze dell'azienda, ore di straordinari non retribuiti” è lo sfogo di Ettore, OSS milanese che non ha avuto rinnovato il proprio contratto di lavoro, notizia che gli è arrivata come una doccia fredda.

“Pensavo a una famiglia e al mutuo” ci scrive Ettore, operatore socio sanitario di Milano. Era molto fiducioso, infatti, che il suo contratto in scadenza venisse trasformato in un ben più stabile contratto a tempo indeterminato presso la struttura in cui prestava servizio. Voleva creare una famiglia sua, e lasciare la casa in cui vive con il padre immunodepresso e la nonna novantenne. Il mancato rinnovo del contratto è stato per lui una doccia fredda.

Non tutti eroi, non tutti angeli. “Pensavo di aver lavorato per una struttura rinomata e seria, ma dopo un anno di lavoro, posso confermare che non tutto ciò che brilla è oro. Comunque, sappiate anche questo, che se nel mezzo di questa pandemia siamo i vostri angeli, in mezzo a noi ci sono anche dei diavoli.” Conclude l'operatore socio sanitario che in tempi di Coronavirus ha visto non rinnovato il proprio contratto all'Humanitas di Rozzano, dimostrando tutta la propria amarezza per quanto accaduto.