OSS: Adesso è sterminio, altro malore per un operatore socio sanitario

Doppi turni e mancate ferie all'origine del malore
La OSS doveva essere in ferie a festeggiare il suo compleanno ed invece è stata richiamata al lavoro da un ordine di servizio

Dopo la tragedia della OSS, stroncata da un malore durante un doppio turno, avvenuta all'ospedale di Anzio e Nettuno, altro caso stavolta all'ospedale Manzoni di Lecco.

La OSS doveva essere a casa a festeggiare il suo compleanno

Doveva essere a casa in ferie per festeggiare il suo compleanno ed invece si trovava al lavoro nel reparto di Cardiologia dell'ospedale Manzoni di Lecco, l'operatrice socio sanitaria (OSS) quarantaseienne, colta da malore durante l'ennesimo turno in ospedale.

Le ferie le erano state cancellate d'ufficio dalla sua coordinatrice per coprire l'assenza di una collega. Non si tratterebbe di un ordine di servizio isolato: le sarebbero stati recapitati ben 7 ordini di servizio, senza preavviso, senza nessun'altra comunicazione. 

La OSS evidentemente non ha resistito, consapevole anche del fatto che si sarebbe dovuta giustificare col figlio, al quale aveva promesso che avrebbero passato il giorno del suo compleanno e qualche giorno di ferie insieme.

A dicembre un OSS si era suicidato

Il mese scorso, sempre all'ospedale Manzoni di Lecco, un altro operatore socio sanitario di 41 anni si è suicidato lanciandosi nel vuoto da una finestra del nosocomio lecchese. Poco prima si era sfogato con i colleghi confessando di non riuscire a sopportare il carico di lavoro ritenuto massacrante.

Il DG fa partire indagine interna

Il direttore generale dell'ASST Manzoni di Lecco Stefano Manfredi dichiara di avere avviato tutte le verifiche del caso e un'indagine interna volta ad accertare se le misure poste in essere per gestire l'emergenza fossero le uniche possibili e se l'operato della coordinatrice sia stato corretto.

Intanto tra gli operatori socio sanitari cresce il malumore, chi può cerca trasferimenti in altre aziende, altri si attivano con sindacati e RSU. Sono state raccolte infatti un migliaio di firme per sollecitare le rappresentanze sindacali unitarie ad intervenire per fermare questi ordini di servizio e tornare a turni regolari.