Coronavirus: Ennesimo OSS ucciso dal Covid-19

CONEGLIANO (TREVISO) - Angelo Fantucchio per i nonni di Casa Fenzi era davvero un angelo. L'operatore sanitario della struttura per anziani di Conegliano (Treviso) è stato stroncato dal Covid-19 a 54 anni. Aveva contratto il virus un mese fa. Il 19 marzo i primi sintomi, due giorni dopo le condizioni sono peggiorate ed è stato ricoverato nella terapia intensiva dell'ospedale di Oderzo perchè a Vittorio Veneto non c'era posto. Dopo un leggero miglioramento, a Pasquetta si è aggravato di nuovo. Mercoledi il suo cuore si è arreso. In molti mi sono stati vicini in questo mese dice la moglie Anna dai colleghi di mio marito, ai medici dell'ospedale e quello di famiglia. Ma vorrei dire che si dovrebbe essere più attenti, perchè mio marito è morto per la superficialità di qualcuno. Parole che pesano come macigni su una vicenda dolorosa.

47 OSS positivi su 160 e 26 i morti

La situazione di Casa Fenzi è drammatica: 112 anziani colpiti dal virus su 190 (quasi il 60%), 47 gli operatori sanitari positivi su 160 e 26 i morti. Tra questi Angelo, primo operatore socio sanitario morto in Veneto per il virus contratto sul luogo di lavoro. L'Usl, accusata dalla direzione della struttura di non aver fornito tempestivo supporto e le adeguate precauzioni, ha deciso di depositare in Procura i documenti delle verifiche interne. «Usl infangata ma senza responsabilità ha detto il direttore generale Francesco Benazzi - Adesso indaghi la magistratura».

Dalla Sicilia al Veneto per il lavoro da OSS

L'ultimo dramma è proprio la morte di Angelo, che amava il suo lavoro. Era originario di Aragona, in Sicilia. Era stato assunto da Casa Fenzi nel giugno del 2018. Il contratto da Oss a tempo indeterminato era arrivato soltanto un anno fa, a febbraio 2019. A quel punto, con la sicurezza di un lavoro fisso, aveva cercato casa e la moglie lo aveva raggiunto. «Siamo stati accolti bene qui dice Anna. Si dice sempre che la gente del sud è calorosa, accogliente, ma anche qui in Veneto, ho trovato tante persone accoglienti, gentili, che mi sono state vicine anche in questo mese».

Dopo aver fatto tanti lavori nella sua terra, Angelo a cinquant'anni aveva deciso di rimettersi in gioco. Ha fatto il corso per diventare operatore socio sanitario in Molise. Tre anni di impegno e sacrifici, per lui e per la sua famiglia. Pochi mesi dopo aver conseguito la qualifica di oss, aveva sostenuto un colloquio in un'agenzia interinale per un lavoro al nord ed era stato ritenuto idoneo. «In tre giorni ha preso la decisione di accettare il lavoro a Casa Fenzi e di trasferirsi a Conegliano racconta la moglie. «Ho ammirato molto il suo coraggio. In Sicilia è difficile lavorare, è una terra che brucia tutto. Si lavora a nero per 500 euro al mese. Ma con queste cifre non si riesce a mantenere una famiglia».

Faceva l'OSS con passione

Angelo ha fatto tanti lavori prima di decidere di diventare un operatore socio sanitario: il marmista, il falegname, il magazziniere. «Mio marito amava il suo lavoro prosegue Anna lo faceva con passione. Aveva sempre una parola gentile, una carezza, un sorriso per tutti. Per quelli che chiamava i miei nonni e per i suoi colleghi». Colleghi che lo ricordano come «un uomo di una simpatia dirompente, ha portato una ventata di allegria nella casa di riposo, sia tra gli ospiti che tra il personale». Angelo è stato accolto bene a Conegliano e si era ambientato altrettanto bene. «Ora sono sola qui dice Anna ma voglio dire grazie a tutti quelli che mi stanno vicino».

Non ho potuto dirgli addio

Non recrimina le scelte di vita fatte dal marito né la decisione di trasferirsi a Conegliano. Ma Anna non ha potuto nemmeno dirgli addio. Oltre alla moglie, Angelo Fantucchio lascia la mamma Salvatrice, i fratelli Gaetano e Salvatore, la sorella Francesca. Dopo l'ultimo saluto in forma privata, in virtù delle disposizioni del ministero della salute legate all'emergenza sanitaria, la salma di Angelo proseguirà per il cimitero di Aragona.