Coronavirus: OSS torna al lavoro malata, tampone in ritardo

La fanno rientrare a lavorare pena il licenziamento, ma risulta positiva al tampone
La storia di una giovane operatrice sanitaria di Macerata sottoposta al tampone troppo tardi e della sua famiglia adesso tutta in isolamento.

“Nonostante non avessi più sintomi sono dovuta tornare a lavorare, pena la perdita del posto” racconta l'OSS di una RSA di Potenza Picena (Macerata) che si è ammalata dopo aver avuto contatti con un'ospite della struttura affetta da Covid-19. Quando ha iniziato ad avere i primi sintomi della malattia l'OSS è rimasta a casa per quattordici giorni, ma poi è tornata senza ancora essere stata sottoposta al tampone.

Tutto ha inizio il 23 marzo, quando Greta Calascibetta, operatrice socio sanitaria di una RSA in provincia di Macerata, inizia ad accusare i sintomi del Covid-19. Sapeva di essere stata a contatto con un'anziana ospite della struttura in cui lavora che era risultata positiva al tampone per il coronavirus, così quando ha manifestato febbre, tosse e perdita del gusto, l'OSS ha subito temuto di essere stata contagiata. E' rimasta quindi a casa con certificato di malattia per quattordici giorni, senza recarsi al lavoro.

”Dopo dieci giorni non avevo più sintomi, ma l’ufficio igiene non mi ha più chiamata per effettuare il tampone e malgrado i miei solleciti non si è fatto nulla.” Racconta Greta, OSS di ventidue anni.”Il 6 aprile sono dovuta tornare al lavoro nell’incertezza di essere malata, altrimenti avrei perso il posto. Il 18 aprile tutti noi operatori della Rsa siamo stati sottoposti al tampone, e il 21 è venuto fuori che ero positiva”

L'operatrice socio sanitaria si è quindi recata al lavoro il 6 aprile, presso una RSA, mentre era ancora infetta, mettendo a rischio sia i colleghi che gli ospiti ricoverati in struttura. Quando poi, il 21 aprile il tampone finalmente effettuato ha dato esito positivo, l'OSS è stata messsa in isolamento domiciliare, e con lei i suoi genitori e il suo ragazzo.

Il medico mi ha detto che loro non saranno sottoposti a nessun tampone, perché con una persona positiva in casa sarebbe inutile. L’unica che ne ha diritto sono io” racconta Greta Calascibetta, rivelando la preoccupazione per i suoi familiari visto che il padre è stato malato di TBC e la madre soffre di cardiopatia. ”Rischiano la vita, se non verranno controllati” aggiunge ancora l'OSS di Potenza Picena che mostra preoccupazione anche per la situazione economica della propria famiglia.

A luglio mamma finirà la disoccupazione, invece a me scade il contratto a giugno, e il mio ragazzo non lavora. Abbiamo affitto e spese da pagare. La Caritas non ci ha mai risposto per i pacchi alimentari, e come reddito non rientriamo nei buoni spesa che eroga il Comune. Qualcuno ci aiuti, ci dia un lavoro o faccia qualcosa.

Avrei dovuto sposarmi a settembre, ma visti i problemi economici non potrò farlo..” La giovane OSS di Macerata rivela poi con questa frase un ultimo, amaro rimpianto che è l'emblema di come a compromettersi non siano solo la salute e il portafogli, ma anche i sogni e i progetti felici.

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