Coronavirus, lavoratori sospesi: avevano denunciato presunti illeciti nella struttura

Sono 18 i lavoratori allontanati dalla Don Gnocchi e tutti hanno contratto il Covid-19.
Fanno un esposto ma vengono sospesi: dichiarati «persone non gradite» e quindi sospesi dal servizio con effetto immediato.

Milano. E' il 27 marzo, quando a seguito di un esposto da parte di diciotto dipendenti dell'Istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi la Procura di Milano ha aperto un fascicolo sui responsabili della struttura per condurre accertamenti. La denuncia è di diffusione colposa di epidemia e reato in materia di sicurezza del lavoro.

E' il 19 Aprile, quando i diciotto sanitari, lavoratori firmatari dell'esposto vengono “cautelativamente sospesi dal servizio” ricevendo una lettera dal legale della cooperativa di lavoratori socio sanitari presso cui prestano servizio, la Ampast Plast Coop , che opera all'interno dell'Istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi.

La motivazione è presto detta: in seguito alle interviste rilasciate ai media, in cui i lavoratori denunciavano la committente di aver leso alla loro incolumità provocando il contagio del Coronavirus degli OSS e dei lavoratori socio sanitari, la Fondazione ha espresso, sospendendo cautelativamente i lavoratori, il suo “diritto di non gradimento

“Fermo restando il diritto di tutelare i suoi diritti, nonché il diritto dell’azienda a difendersi si reputa che la scelta di divulgare le accuse prima ancora che si instauri, sempre che si instauri, un procedimento, lede l’immagine dell’azienda e della committenza, oltre che minare il rapporto fiduciario e mettere a rischio l’azienda nel rapporto col committente” . I lavoratori vengono quindi invitati a “produrre giustificazioni entro il termine di cinque giorni”.

Le accuse contro la fondazione

I diciotto lavoratori firmatari dell'esposto, accusano i responsabili della struttura di aver tenuto nascosti moltissimi casi di lavoratori e OSS contagiati impedendo anche l'uso delle mascherine per non spaventare l'utenza . Alcuni lavoratori della cooperativa hanno denunciato di aver dovuto portare a casa i propri indumenti infetti, al contrario di quelle di altri dipendenti e dei degenti che venivano lavati e sterilizzati in struttura.

La Fondazione Don Gnocchi Risponde

La fondazione Don Gnocchi respinge le accuse, dicendo che i dispositivi di protezione individuale, sono sempre state a disposizione dei lavoratori. “Nessuna negligenza in contagi del personale”, si legge in una nota degli avvocati della Fondazione Don Gnocchi Antonello Martinez e Stefano Toniolo: “rispetto all’utilizzo delle mascherine da parte degli operatori sanitari sono stati adottati, già dal 24 di febbraio, da parte di tutti i centri di Fondazione Don Gnocchi, ivi compreso l’Istituto Palazzolo di Milano, provvedimenti operativi che hanno recepito i protocolli dell’Istituto Superiore della Sanità e dell’Oms”

Adesso spetta agli inquirenti verificare o meno la sussistenza delle contestazioni contenute nell'esposto firmato dai 18 lavoratori, da cui è scaturito tutto il procedimento. L'indagine per diffusione colposa dell'epidemia e omicidio colposo è coordinata dal PM Letizia Mocciaro.

Blitz della Finanza alla cooperativa Ampast

Oggi 21 Aprile, la Finanza sta perquisendo la sede della Cooperativa Sociale Ampast Plast Coop, i cui infermieri e operatori socio sanitari lavorano alla Fondazione Don Gnocchi.

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