Studentessa OSS accoltellata dal fidanzato

E' ancora in prognosi riservata Stefania De Marco la studentessa OSS accoltellata dal fidanzato
I medici non sciolgono la prognosi ma sono fiduciosi: ce la può fare.

Sogna di lavorare come operatore socio sanitario Stefania la ragazza di Morciano di Leuca (LE) accoltellata dal proprio fidanzato e che ora si ritrova ricoverata in rianimazione con un polmone collassato. Sono 7 le coltellate inferte da Giogio Vitali, il fidanzato 30enne della ragazza, una delle quali non è stata letale solo per pochi millimetri. Il movente sembra legato ad una crisi di gelosia che avrebbe fatto perdere la testa al fidanzato. Dopo averla ferita con un coltello da cucina alla schiena, il 30enne ha chiamato un’amica della fidanzata fingendo che quest'ultima si fosse ferita cadendo, poi ha dato l’allarme al 118. Vitali è stato portato in caserma dai carabinieri.

All’inizio ha negato ogni responsabilità, raccontando di averla trovata a terra in una pozza di sangue. Poi, all’alba, è crollato e ha confessato. ''Sono stato io'', ha ammesso davanti ai militari della stazione di Salve e della compagnia di Tricase, che lo hanno ascoltato per tutta la notte alla presenza del suo legale, l’avvocato Paolo Pepe. Ora Stefania si trova ricoverata in rianimazione dell'ospedale Panico di Tricase (LE) circondata dall'affetto dei familiari che non riescono a comprendere il folle gesto.

Una ragazza di buona famiglia: papà Giuseppe fa il commerciante di scarpe, sempre in giro per i mercati. Mamma Francesca fa la sarta. Entrambi grandi lavoratori, persone conosciute e stimate a Tricase. La notizia dell'aggressione ha fatto subito il giro del paese lasciando tanto sgomento e preoccupazione per la salute della ragazza e per tutta la famiglia. ''Non abbiamo parole, abbiamo tanta preoccupazione e speriamo che tutto vada bene'', ha commenta lo zio di Stefania, che vive a Tricase proprio di fianco a casa della sfortunata ragazza.

"Non ci saremmo mai aspettato un fatto così grave: Stefania era fidanzata da circa un paio d'anni e mai avevamo avuto modo di dubitare del ragazzo. Anche l'altra sera, come accadeva spesso, erano a casa del nonno. Non si poteva immaginare quello che poi è accaduto'', ha concluso la parente della giovane studentessa, che sogna di lavorare in ospedale come operatore socio sanitario. Durante l'aggressione, il nonno della giovane si trovava in casa, dormiva in un'altra stanza, e non avrebbe sentito la discussione tra i due.

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