OSS accusata di aver rubato 30mila euro a disabile

Una OSS ex assessore è accusata di aver sottratto 30.000 euro ad un paziente disabile

Talamona (Sondrio), ex assessore accusata di aver rubato 30mila euro a disabile.
Peculato e circonvenzione d’incapace, arrestata ex assessore e operatrice socio sanitaria di Talamona (Sondrio). L’accusa emersa da indagini della Guardia di finanza è grave: Savina Maggi avrebbe intascato soldi di paziente con disabilità mentale ospite di una struttura di accoglienza. È stata sottoposta a interrogatorio di garanzia.

Sono gravi, le accuse a carico di Savina Maggi, 56 anni, operatore socio sanitario della Asst (Azienda socio sanitaria territoriale), residente a Talamona (Sondrio) di cui è stata assessore e presidente della Pro Loco. La donna è infatti finita agli arresti domiciliari con l'accusa di peculato e circonvenzione di incapace aggravati e continuati. A seguito di indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Sondrio, è emerso che la ex assessore avrebbe sottratto e si sarebbe messa in tasca i soldi di un paziente che soffre di una leggera disabilità mentale, ospite di una struttura di accoglienza di Poggiridenti (Sondrio).

In 5 anni l'arrestata avrebbe complessivamente sottratto alla sua vittima 30 mila euro. Le indagini degli investigatori delle Fiamme Gialle sono state condotte nel massimo riserbo è soltanto oggi si è saputo dell'inchiesta in corso, quando si è appreso che la donna è stata sottoposta a interrogatorio in Tribunale ad opera del gip Fabio Giorgi che aveva emesso la misura restrittiva a carico dell'operatrice socio sanitaria la cui casa è stata anche perquisita.

Le accuse sono pesanti: peculato e circonvenzione di incapace aggravati e continuati. E lo sono ancora di più se chi deve risponderne è un operatore socio sanitario della Asst (l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale), una di quelle figure a cui vengono affidate le cure delle perone più deboli e indifese.

Savina Maggi, talamonese, classe ’62, è finita agli arresti domiciliari nei giorni scorsi perché accusata di aver sottratto dei soldi a un paziente del quale si occupava in una struttura di accoglienza a Poggiridenti. Per la comunità della Bassa Valle la notizia è stata uno choc: ex assessore comunale e già presidente della Pro Loco, Maggi ha sempre goduto della stima e dell’affetto di larga parte dei talamonesi e non solo. Gli investigatori della Guardia di Finanza (sezione di polizia giudiziaria e nucleo di polizia economico-finanziaria) del comando provinciale di Sondrio però non hanno dubbi: l’insospettabile educatrice si sarebbe messa in tasca una somma che sfiora i 30mila euro.

Non tutti in un colpo solo, ma un pò alla volta nel corso degli anni. La cosa, sempre secondo gli investigatori agli ordini del tenente colonnello Mirko Piersimoni, andava avanti dal 2013 e sarebbe terminata soltanto nel giugno del 2017. Il conto è presto fatto: gli inquirenti sostengono che l’indagata si sarebbe appropriata di una somma di circa 500 euro ogni mese. Soldi del paziente, che soffre di una leggera disabilità di tipo mentale e che l’operatrice avrebbe dovuto custodire. Qualcuno, notando gli ammanchi, aveva cominciato ad avere dei sospetti e sono scattate delle indagini che si sono rivelate piuttosto lunghe, oltre che delicate.

La svolta è arrivata la scorsa settimana, quando a carico della donna sono scattate le perquisizioni e gli arresti domiciliari disposti dal gip Fabio Giorgi su richiesta della Procura. Tutto questo sulla base degli indizi di colpevolezza forniti dai militari ai magistrati inquirenti.

Nei giorni scorsi, assistita dal l’avvocato Francesco Traversi, l’operatrice dell’Asst ha preferito non rispondere alle domande del giudice che, al termine dell’interrogatorio di garanzia, non ha potuto fare altro che confermare la misura degli arresti domiciliari. Al momento non risulta alcun provvedimento disciplinare emesso dall’Azienda nei confronti della dipendente sospettata di infedeltà e Maggi risulterebbe formalmente in malattia.

Le indagini, in ogni caso, non sono terminate e si valuta, tra l’altro, un eventuale sequestro preventivo per il profitto del peculato contestato. Da valutare anche i danni subiti dalla pubblica amministrazione per i reati contestati all’indagata. Interpellato nel pomeriggio di ieri, l’avvocato Traversi ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda.

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