Firmato il nuovo contratto Sanità

Firmato in tarda mattinata il rinnovo del contratto dei lavoratori del Servizio Sanitario nazionale
Il contratto del comparto sanità che riguarda tre milioni di lavoratori tra i quali centinaia di migliaia di oss e infermieri era fermo da quasi un decennio

Firmato il contratto sanità. Grazie a tutti coloro che ogni giorno si occupano della nostra salute. Concluso un percorso a cui stiamo lavorando da quattro anni: il rinnovo del contratto, fermo da quasi 10 anni, di oltre 3 milioni di dipendenti pubblici". Così, su Twitter, il ministro per la Semplificazione e la P.A., Marianna Madia.

"C'è grande soddisfazione dopo quasi 30 ore di trattativa. Devo ringraziare l'Aran, i sindaci, il ministro Lorenzin e le Regioni perchè è stato un grande sforzo collettivo che dopo quasi 10 anni ci ha portato ad avere un contratto", ha poi sottolineato il ministro ai microfoni di RaiNews24.

"Abbiamo rispettato l'accordo del 20 novembre 2016, con 85 euro di aumenti medi, il mantenimento del bonus degli 80 euro e l'allargamento dei diritti", ha aggiunto.

Quanto alle due sigle sindcali che non hanno sottoscritto l'accordo, Madia ha detto: "voglio dire che questo è punto di ripartenza dopo che per 10 anni non c'era dialettica nè un contratto. Non dobbiamo tornare inditero ma guardare avanti".

Soddisfazione anche da CGIL CISL UIL

Lancia il suo commento su Twitter anche la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan: "E' una grande soddisfazione per la Cisl e la nostra Fp Cisl la firma del contratto della sanità dopo tanti anni di blocco. Un settore pubblico fondamentale per i cittadini dove lavorano persone di grande competenza e professionalità e a cui va tutta la nostra riconoscenza. E' una altra bella giornata per la contrattazione, per il sindacato ed il paese".

"Finalmente -  dice la segretaria generale della Fp Cgil Serena Sorrentino - sblocchiamo la contrattazione nel settore sanitario, primo passo per restituire la dignità a tutti coloro che lavorano prendendosi cura dei cittadini, ma non ci fermiamo: la strada è ancora lunga. Lavoratrici e lavoratori che, dopo anni di sacrifici e di impegno, troppo spesso non riconosciuti, ottengono finalmente un segno di attenzione dedicata a tutto il personale della sanità".

Il rinnovo, secondo il segretario confederale Uil Antonio Foccillo, "riconosce i dovuti incrementi economici, in linea con l'accordo del 30 novembre, e le adeguate tutele, anche ridando ruolo al sindacato nei luoghi di lavoro e mettendo un freno all'unilateralità delle amministrazioni attraverso un nuovo modello di partecipazione".

Tra i punti principali dell’intesa, spiega la Fp Cgil, aumenti retributivi fino a 95 euro mensili e gli arretrati del 2016 e 2017. Inoltre a brevissimo "ripartirà la contrattazione per il trattamento accessorio", ed è stato realizzato "un reale e visibile aumento dei diritti con un avanzamento complessivo degli istituti dei rapporti di lavoro: permessi, congedi, ferie, malattie, ecc; previsti 91 euro pro capite per incrementare i fondi della produttività e rivalutare le indennità a seguito della contrattazione integrativa (a partire da notturno, pronta disponibilità e festivo); garantiti fino a 15 minuti di tempo di vestizione, innalzabili in contrattazione aziendale; su assunzioni, formazione, risorse aggiuntive e riorganizzazioni si apre un confronto regionale vero".

Il contratto tuttavia non soddisfa il Nursind, il sindacato autonomo che ha partecipato alla lunga maratona notturna all’Aran e che ha promosso oggi lo sciopero nazionale ed il sit-in a Roma degli infermieri “Un testo irricevibile che non abbiamo sottoscritto.

Quello che è stato firmato oggi, infatti, è un mero contratto politico. E la presenza del ministro Madia ne costituisce la prova lampante. Per tacere delle scadenze elettorali che hanno impresso un’incredibile accelerazione al tavolo, una vera e propria corsa, ancora più stridente se paragonata ai nove anni di stallo contrattuale”, commenta Andrea Bottega, segretario nazionale Nursind.

Soddisfatta la FP CGIL che sottolinea il sostanziale avanzamento sia sulla parte normativa che su quella economica. Manifesti dai toni trionfalistici quelli apprsi a corredo della notizia sul sito ufficiale. Infine il rimando: Ora la parola passa ai lavoratori.

In realtà i lavoratori la parola se l'erano già presa stamattina ed erano in piazza proprio a per rivendicare un contratto vero e a sottolineare che la bozza di contratto trapelata ieri era del tutto irricevibile.

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