Pericoli psicologici per OSS: lo stress

In psicologia per stress si intende la reazione di fatica delle persone alle sollecitazioni psichiche, sia positive che negative. È stressante, in senso positivo, il matrimonio di un proprio figlio come, in senso negativo, incorrere in un incidente stradale. Lo stress positivo è detto “eustress”, quello negativo è detto “distress”. In caso di eventi improvvisi si incorre in situazione di stress acuto.

Ma nel lavoro il rischio vero è di essere in situazione di stress cronico negativo per lungo tempo, per eccessivo carico di lavoro, rapporti tra colleghi difficili, turistica, conflitti con i superiori o con i pazienti o i loro famigliari, in questo caso si parla di “stress lavoro correlato” ed è definito tecnicamente come la “percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste del contenuto, dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro, eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste [European Agency for Safety and Health at Work]”. Da notare che questa definizione è sovrapponibile a quella di burn-out.

A questo si aggiungono talvolta le problematiche personali

Va ricordato che da gennaio 2011 è obbligatorio per le aziende italiane effettuare la valutazione dello Stress Lavoro Correlato e che esistono obblighi specifici di valutazione e intervento. Lo stress infatti può avere anche conseguenze fisiche importanti che accompagnano la sofferenza psicologica. Tali problematiche vanno da una semplice emicrania ed un aumento delle malattie di stagione a problemi cardiorespiratori importanti (fino all’infarto), debolezza diffusa, problemi metabolici (come il diabete), ma l’elenco è lungo.

Uso di farmaci

L’uso di farmaci per la gestione di aspetti psicologici stress-correlati è frequenti (per dormire, antidepressivi o ansiolitici) ma controindicato. Lo stress non è quindi elemento da sottovalutare. Nella maggioranza delle volte, presi dalla necessità del lavoro, non si ha la percezione di essere sotto pressione. È importante invece stare attenti ai sintomi e avere dei ritmi di vita con riposi adeguati. Può essere utile consultare uno psicoterapeuta in merito.

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Autore
Daniele Malerba
Autore: Daniele MalerbaEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alcune informazioni su di me:

Psicologo e psicoterapeuta, opero nel campo della neuropsicologia e nella formazione di personale OSS

Ho lavorato da sempre nel settore degli anziani. In particolare dal 2004 al 2011 in un centro per la demenza di in una casa di riposo di Mestre (VE), dal 2011 fino a fine 2017 come consulente al CDCD del reparto di geriatria di Chioggia (VE) (incarico in attesa di rinnovo).

Dal 2006 al 2010 ho fatto diversi interventi come docente in varie occasioni, in particolare ho tenuto corsi all’Enaip di Dolo (VE) su psicologia e psichiatria per OSS, e vari interventi sulla gestione delle demenze. Alla fine del percorso ho scritto e pubblicato il libro “Psicologia per operatori del sociale – sopravvivere all’ansia”, (ed. Aracne, Roma, 2015). Dedicato in particolare al benessere psicologico degli OSS tratta in particolare dei pericoli psicologici e della modalità di pensare e organizzare il lavoro dell’operatore socio sanitario, corredato da una conclusiva riflessione etica. Dal 2013 sono anche giornalista pubblicista e tengo un piccolo blog sulla demenza (https://demenzeprovinciavenezia.wordpress.com/)


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