CNOSS Coordinamento Nazionale OSS

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del CNOSS il Coordinamento Nazionale Operatori socio sanitari
Il CNOSS è organizzato dentro la FIALS ed è composto interamente da operatori socio sanitari

Cari colleghi OSS,
per meglio capire le dinamiche degli ultimi avvenimenti abbiamo pensato di pubblicare questo documento per rispondere alle diverse richieste e chiarimenti che ci sono pervenuti in questi giorni.

Il DDL n. 1324-B, meglio conosciuto come “DDL Lorenzin" è finalmente legge dello Stato, approvato al Senato il 22 dicembre 2017 con 148 voti favorevoli, 19 contrari e 5 astenuti e rimane da considerare un passo avanti nel lungo percorso che ci troveremo a percorrere nel futuro prossimo.

In particolare l’articolo 5 istituisce l’area delle professioni sociosanitarie di cui fanno parte i preesistenti profili professionali di operatore socio sanitario e le professioni di assistente sociale, di sociologo e di educatore professionale.

L’area sociosanitaria non è dunque solo il riconoscimento meritato ma un inizio, che può dare alla nostra categoria, la possibilità di una profonda revisione che porti l’OSS agli adeguamenti necessari tra formazione, responsabilità e competenze al giusto livello con le altre professioni.

Siamo convinti che la nuova legge e quindi l’istituzione dell’area socio sanitaria debba necessariamente dare un impulso maggiore nella contrattazione in atto all’ARAN sul rinnovo contrattuale del comparto sanità.

Sappiamo bene, come nell’ultima trattativa del 13 dicembre u.s., su sollecitazione di tutte le OO.SS., esclusa la FIALS, l’ARAN ha dichiarato che rimane intendimento rinviare la formulazione delle “Aree prestazionali” riportate nell’Atto di Indirizzo del Comitato di Settore, ad un articolato nel contratto che rinvii la problematica ad una Commissione Paritetica da definire con il rinnovo del CCNL 2019 – 2021.

Un attacco, certo, alla nostra categoria professionale che potrebbe non vedere riconosciuti i propri diritti professionali ed economici.

Intanto la FIALS, si è già espressa subito dopo l’approvazione della legge Lorenzin per il tramite del proprio Segretario Generale Giuseppe Carbone, dichiarando che quella approvata è: “ Una legge che istituisce, finalmente l’area delle professioni socio sanitarie, modificandone la precedente collocazione normativa, restituendo, di fatto e di diritto, la dignità del proprio ruolo professionale alle migliaia di Operatori Socio Sanitari che ottengono il giusto riconoscimento nell’équipe sanitaria, agli Assistenti Sociali, Sociologi ed Educatori Professionali”.

“Con questa legge - spiega Carbone - si apre uno scenario differente e più qualificato nel negoziato del rinnovo contrattuale in atto all’Aran. Le professioni sanitarie dimostreranno ora ancora di più la loro professionalità e la loro capacità, come fanno ogni giorno nei luoghi di lavoro accanto agli assistiti, perché sia riconosciuto loro il valore della propria professione anche economicamente come quella dei professionisti della “nuova area socio sanitaria’” che certamente non può finire in un limbo o in un articolato da rinviare al contratto del 2019 e dall’altra parte tutti gli altri dipendenti che attendono da oltre nove anni un riconoscimento pieno di un contratto economicamente dignitoso ed in ultimo, ma fondamentalmente importante, il ruolo manageriale dei coordinatori che non può e non deve essere certamente un incarico a tempo”.

La stessa FIALS, ha dichiarato che l’istituzione, per legge, della nuova “area socio sanitaria”, per quanto attiene il profilo dell’Operatore Socio Sanitario, impegna la stessa organizzazione sindacale a chiedere:

  • al Ministero della Salute e all’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) che svolge funzioni di supporto al ministero della salute e alle regioni per le strategie di sviluppo e innovazione del SSN, la definizione di percorsi di formazione obbligatoria – ECM – anche per gli Operatori Socio Sanitari;
  • al Comitato di Settore delle Regioni e Sanità e all’ARAN di considerare in questo rinnovo contrattuale – 2016/2018 – l’area socio sanitaria senza rinviare la problematica al successivo CCNL 2019/2021.

Inoltre, la stessa FIALS ha dichiarato che tenendo presente la impossibilità, come formulato dal Ministero Economia e Finanze, dell’inquadramento degli OSS nella categoria C, come dalla FIALS richiesto, che rappresenterebbe il giusto riconoscimento professionale ed economico in rapporto alle competenze e alle responsabilità, ha già esternato all’ARAN la proposta di evoluzione dell’OSS nell’ambito del sistema funzionale con la proposta degli incarichi professionali come definito e proposto dall’ARAN per le altre professioni.

La proposta FIALS si riassume nel quadro seguente:

“In considerazione dell’evoluzione dell’OSS visto il rapporto di collaborazione con le professioni sanitarie e sociali e della contestuale organizzazione funzionale sociosanitaria, vengono istituiti per il profilo OSS incarichi professionali:

  • 1) Più Complesso: requisiti almeno cinque anni di esperienza professionale nel profilo di appartenenza;
  • 2) Meno Complesso: tre anni di esperienza nel profilo di appartenenza.

L’incarico professionale definito PIU’ COMPLESSO comporta attività di tutoraggio per il percorso di tirocinio formativo per OSS, l’assunzione di responsabilità e di utilizzo di metodi di lavoro e strumenti operativi orientati alla multi professionalità al lavoro di equipe secondo l’indicazione fornite dal personale sanitario;

L’incarico professionale definito MENO COMPLESSO comporta la collaborazione con il personale sanitario con l’esecuzione di atti semplici collegati al processo diagnostico terapeutico; possono essere previste a livello regionali, concordati con le organizzazioni sindacali, percorsi di formazione mirati, anche con nozioni di farmacologia e assistenza ai pazienti con patologie complesse. Ulteriori titoli possono essere definiti a livello aziendali (titolo di studio, diploma laurea ecc.).

Gli incarichi sono a termine e possono essere conferiti al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Hanno durata triennale per quelli PIU’ COMPLESSI e biennale per quelli MENO COMPLESSI.

Le aziende e gli enti determinano in concertazione integrativa aziendale, in via preventiva, i criteri e le modalità per conferire gli incarichi garantendo un’effettiva selettività. Gli incarichi sono attribuiti dalle aziende mediante domanda dell’interessato sulla base di avviso di selezione; la relativa selezione sarà svolta da una commissione composta prevalentemente dai dirigenti delle professioni sanitarie e assistenti sociali. Gli incarichi sono conferiti con provvedimento scritto, e motivato che ne riporta i contenuti ivi inclusi la descrizione delle linee di attività.

La revoca degli incarichi prima della scadenza può avvenire per atto scritto e motivato per diversa organizzazione dell’ente o per valutazione negativa o anche per il venir meno dei requisiti richiesti dal bando per l’attribuzione. La revoca del bando comporta la perdita della retribuzione accessoria relativa al bando stesso e il dipendente ritorna inquadrato nella categoria di appartenenza.

Se l’incarico è positivo dopo il triennio, per il più complesso e due anni, per il meno complesso, può essere riconfermato per altri tre anni.

Trattamento economico e accessorio.

L’indennità relativa all’incarico professionale assorbe il compenso per il lavoro straordinario. L’indennità di incarico professionale va da un minimo di euro 720 ad un massimo di 960 annui lordi per 13 mensilità (sono 60 euro al mese per il meno complesso e 80 euro al mese per il più complesso) in relazione al fondo disponibile in azienda.

Il risultato degli incarichi è soggetto a valutazione annuale e a valutazione finale al termine dell’incarico. Le aziende e gli enti, prima di una valutazione negativa, acquisiscono in contradditorio le considerazioni del dipendente, assistito dalle organizzazioni sindacali a cui aderisce o conferisce mandato o legale di fiducia. L’esito della valutazione periodica e riportato nel fascicolo personale del dipendente interessato. La valutazione annuale e quella finale è effettuata da un collegio tecnico professionale composto in prevalenza da dirigenti delle professioni sanitarie definiti dall’azienda in concertazione delle organizzazioni integrative. La valutazione finale positiva costituisce elemento per la conferma nel triennio successivo o nel biennio successivo salvo soppressione dello stesso per diversa organizzazione dell’ente.

Una proposta che sicuramente farà discutere tutti noi e che poniamo ad un confronto dialettico per ottenere diversi ed ulteriori contributi da definire e proporre in sede di confronto negoziale all’Aran.

Cordiali saluti
FIALS - Coordinamento Nazionale Operatore socio sanitario

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