OSS in coma cerebrale torna ad Anzio

Le condizioni della OSS rimangono gravissime, i medici non nutrono speranze per la sfortunata operatrice socio sanitaria 66 enne
Aveva accusato un malore durante lo svolgimento di un doppio turno, accasciandosi al suolo a causa di una emorragia cerebrale.

E’ tornata nel reparto di Terapia intensiva ad Anzio, in coma cerebrale e con speranze di ripresa purtroppo pari allo zero l’Operatrice socio sanitaria (OSS)

dipendente dell’Ospedale di Anzio che il Primo gennaio ha accusato un malore durante un doppio turno stressante.

La donna era stata portata a Roma nella speranza che si potesse fare qualcosa per lei, vista la gravità della situazione immediatamente evidente, ma così non è stato. Nessuna possibilità di intervento per la donna a cui mancava solo un anno alla pensione.

OSS costretti ai doppi turni

Continuano invece le tensioni nell’ospedale in cui emerge una situazione di grava affinamento per le unità OSS costrette a costanti doppi turni e tutte avanti con l’età. Una situazione che spesso rende difficile coprire i turni nonostante i tagli ai reparti dell’Ospedale di Anzio che sono sempre più stringati (infiniti gli accorpamenti) e con meno posti letto. Gli Oss rispetto ai volontari aiutano il personale infermieristico nei controlli del giro letto e anche nel trasportare i pazienti da un posto all’altro per esami, prelievi e accertamenti di base.

Quando non sono presenti in numero sufficiente devono operare tra più reparti e sono sottoposti a carichi di lavoro intensi e prolungati. Soprattutto quando sono già sul posto di lavoro e qualcun altro non si presenta, vengono precettati e non hanno la possibilità di rifiutarsi e andare via. Una volta passata la visita di idoneità per stare a lavoro, a quanto pare, chi organizza i turni non ha modo di tenere in considerazione particolari condizioni di salute, come quelle di questa donna, che aveva avuto un infarto e soffriva di ipertensione e non avrebbe dovuto fare turni di lavoro così intensi.

Questo tragico episodio, di cui è rimasto vittima anche il compagno della donna, colto da infarto dopo aver saputo del suo malore, ha creato un sentimento di rivolta tra il personale infermieristico dell’Ospedale che contesta molte cose. “Mentre chi fa i turni dietro una scrivania a fine anno si prende anche il bonus per essere riuscito a coordinare il personale – ci spiegano diversi operatori – la verità è che ogni giorno qui è un caos. Ci sono gli infermieri che fanno i turni da 12 ore e poi sono certi del recupero, i volontari che non sono mai abbastanza e gli oss che hanno turni da sette ore che diventano 14 praticamente sempre.

Nessuno ti guarda in faccia per capire se questo sistema è accettabile, se si può sempre andare avanti ad oltranza, e probabilmente si andrà avanti così fino a che non ci avranno ucciso tutti in nome dei tagli”. In particolare la Oss in fin di vita è stata descritta da tutti come una persona che non si tirava mai indietro e non creava mai problemi per i turni di lavoro, e che per questo ne faceva fin troppi. E oggi, senza di lei e il suo compagno, si va avanti con due unità meno in una situazione di crisi estrema.

A fronte di queste persone l’Azienda Asl, che nello scorso anno ha chiesto la disponibilità a turni ulteriori in un progetto di lavoro straordinario pagato al personale, non ha ancora corrisposto le somme dovute per chi ha lavorato di più nello scorso mese di agosto.

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