L'otto marzo 2017 sarà Sciopero Generale indetto dal Sindacato Generale di Base SGB e da varie altre sigle del sindacalismo di base.

A Bologna in occasione dell'assemblea Non Una Di Meno, composta da oltre 2000 donne è stato fatto il punto per la mobilitazione per lo Sciopero globale produttivo e riproduttivo delle donne in occasione dell’8 marzo, si tratta di una iniziativa che ha precedenti illustri e questa volta è stato lanciato dalle donne argentine (Niunamenos) che hanno ricevuto l’adesione di più di venti Paesi. Sabato hanno aderito anche le statunitensi che, dopo il successo della Women’s March contro il neopresidente Usa Donald Trump, continuano la loro lotta.

“Eravamo marea, ora siamo un oceano e nessuno scoglio ci potrà fermare”

Intanto è ancora polemica sulle vendite di gadget e costumi carnevaleschi sul tema della donna oggetto rappresentata dall'infermiera sexy.

In puglia è addirittura intervenuta la Garante per i minori. L'articolo pubblicato su la Repubblica è emblematico: Carnevale, abito da infermiera sexy per le bambine: in Puglia interviene la garante per i minori. La responsabile dei diritti dell'infanzia della Regione Puglia scrive al commerciante e all'azienda e invita al boicottaggio. "Non è la prima volta che viene messo in vendita un prodotto simile"

Tacchi, giarrettiera, borsetta e una siringa gigante. Un costume da infemiera in versione sexy, riservato alle bambine e in vendita sugli scaffali di un negozio per l'infanzia di Bari: una maschera che di infantile non ha niente, e che ha spinto la garante per i minori della Regione Puglia, Rosy Paparella, a chiedere chiarimenti sul prodotto.

La garante ha deciso di scrivere al negoziante per chiedere i dati dell'azienda e sensibilizzarla, mentre la foto condivisa sul suo profilo Facebook ha scatenato un'ondata di indignazione. "Non solo il buon senso ma anche l'esperienza sugli stereotipi sessisti suggerirebbe quantomeno di boicottarne l'aquisto. Per il momento intendiamo risalire alla ditta produttrice, per tentare un'azione di sensibilizzazione", scrive Paparella.

"Bambine pronte per l'orco di turno e madri conniventi", scrive un'utente. Molto offensivo per le infemiere", riflette un'altra persona nei commenti al post. L'immagine non è la prima del genere, secondo quanto ricorda la stessa garante: "L'anno scorso si è verificata una situazione analoga in un grande magazzino del Barese".

"I messaggi veicolati dal costume in questione - riflette Paparella - sono lesivi della dignità della bambina ritratta, della professione cui si riferisce, quella delle infermiere. Ma soprattutto veicolano modelli sessisti, alludendo a una sessualizzazione precoce delle bambine. Temo non si tratti di un caso isolato, e d'altra parte anche l'abbigliamento proposto alle bambine spesso rimanda agli stessi stereotipi. Il problema reale è che esiste un mercato per questi prodotti, e la sfida è ridurne il potere, anche attraverso la sensibilizzazione dei genitori".

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