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Potrebbe chiudere il reparto e, a seguire, tutto l'ospedale dove lavoro

15/03/2011 15:15
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IL GIORNALE DI VICENZA Martedì 15 Marzo 2011 PROVINCIA, pagina 32

SANITÀ. La previsione del dg dell'Ulss. Protesta delle Amministrazioni

«Maternità unita
ad Arzignano»

Marcia su Venezia

Veronica Molinari

Alessi: «Al S. Lorenzo mancano i requisiti per avere l'autonomia» Novella: «Smontano l'ospedale» Alla Regione ora l'ultima parola

L´ospedale “S. Lorenzo” è al centro di una polemica tra Comuni e Ulss

«Il punto nascite deve restare al San Lorenzo». La vallata è pronta a «marciare su Venezia» se la maternità dovesse essere accorpata con Arzignano. È l'inizio di una battaglia annunciata da Guido Novella, consigliere comunale valdagnese di maggioranza con delega alla sanità. Intanto, è categorico il dg dell' Ulss 5, Renzo Alessi: «A Valdagno non ci sono i requisiti, richiesti dal ministero della Salute per mantenere aperta la maternità. In attesa di decisioni da Venezia, manteniamo il servizio». A dare il via al botta e risposta è stata la richiesta di chiarimenti del referente vicentino della “Liga veneta per l'autonomia", Francesco Borgato.

ULSS. «Senza la terapia intensiva neonatale, senza il reparto pediatrico e con meno di mille parti l'anno, il servizio del San Lorenzo è destinato ad essere accorpato ad Arzignano -conferma Alessi-. Un mese e mezzo fa, a seguito della richiesta ministeriale, abbiamo risposto ad un questionario sulla sicurezza dei pazienti. Ora spetta alla Regione decidere». Con la riforma del ministro Ferruccio Fazio, Valdagno con 690 parti annuali è a rischio chiusura. «Attenendoci ai numeri la nostra Ulss avrebbe diritto ad un solo punto nascite», conferma Alessi.

COMUNE. Di tutt'altro avviso il consigliere Novella, che è anche medico: «Basterebbe mettere a disposizione una guardia pediatrica, per alzare il numero delle nascite. In realtà la strategia che è stata adottata è quella di smontare il San Lorenzo punto per punto e colpirlo al fianco. I sei Comuni di valle non ci stanno: marceremo su Venezia». Ed a difesa della sanità valdagnese il consigliere porta anche altri argomenti: «Nella bozza di piano sociosanitario regionale si legge che: un ospedale per acuti quale è il San Lorenzo deve avere il punto nascite e che oltre al numero di parti bisogna tenere conto delle condizioni delle zone montane: entrano in gioco fattori di morfologia del territorio che per Valdagno devono far rivedere il criterio essenzialmente numerico».© RIPRODUZIONE RISERVATA Il referente provinciale della “Liga veneta per l'autonomia”, Francesco Borgato, attacca anche sulla reperibilità radiologica: «Potrebbe diventare un tutt'uno con Arzignano». Il dg Renzo Alessi, replica che «il servizio è assicurato, il problema è di organizzazione interna e non deve preoccupare. Anzi a breve arriverà un nuovo strumento diagnostico». Ma non si dice convinto il consigliere valdagnese, delegato alla sanità, Guido Novella: «A noi risulta che i pazienti del S. Lorenzo che necessitano del servizio notturno vengano trasferiti al Cazzavillan. Non si può parlare di un servizio garantito». VE.MO.

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