Etica e Deontologia per Operatore Socio Sanitario OSS

Consenso informato e direttive anticipate

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13 Anni 7 Mesi fa #31858 da angy81



Ho inserito due video di casi che hanno scosso le coscienze in Italia.

Nella nostra nazione sono previsti sia il consenso informato che le direttive anticipate: quante volte la volontà del malato viene rispettata?

Le direttive anticipate sono:

Direttive di istruzione
Direttive di delega

Pro: consentono di riflettere anticipatamente su argomenti difficili da trattare. Tutelano il medico qualora agisse secondo volontà del paziente e non del familiare. Consentono al malato di esprimersi in merito alla morte dignitosa

Contro: è dubbia la loro validità a causa della forma, per le circostanze in cui sono espresse e per quelle in cui saranno applicate, per il possibile conflitto tra la volontà del paziente e l'impegno del medico nei suoi principi etici e deontologici.

Le direttive anticipate possono sempre essere modificate nel corso degli anni, degli eventi (clausola del ripensamento) e addirittura vanno oltre al consenso informato.

Il medico ovviamente deve sempre agire secondo "scienza e coscienza" come prevede il proprio codice deontoligico e il famoso giuramento che fa prima di prestare servizio.

E' un argomento "spinoso", dove c'è molto da dire e da pensare: voi cosa ne pensate??

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13 Anni 7 Mesi fa #31998 da liza
Video interessante.
Come ben dici anche tu, sono argomenti spinosi e delicati da affrontare. Parlado di questi argomenti c'è sempre qualcuno che non si rende conto che a volte è sufficiente un picccolo gesto per evitare sofferenze inutili.

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13 Anni 7 Mesi fa #32148 da antonio40
Secondo me andrebbe sempre valutato ciò che sono le volontà del soggetto e il caso in cui versa lo stesso.
Non è facile per un medico prendere questa decisione e ovviamente non sarà da solo a prenderla, però resta la volontà del paziente che non vuole l'accanimento terapeutico e quindi preferisce una morte dignitosa. Se capitasse a me, vorrei che non mi si rimanesse attaccato a una macchina per restare in vita, che vita sarebbe?
Ci sono stati anche casi di risvegli da coma dopo anni, ma la persona avrà la padronanza di se stesso? o deve sempre dipendere da altri? e anche qui che senso ha il risvegliarsi da un coma e ritrovarsi celebrolesi? che vità è?
ovviamente questo è per chi, come me, se gli capita un incidente che deve restare in vita con una macchina o celebroleso in modo grave.

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13 Anni 7 Mesi fa - 13 Anni 7 Mesi fa #32152 da steve
si ok daccordo con te antonio. Ma come fa un soccorritore o un rianimatore a lasciare morire una persona? Come Si fa a sapere, nell'emergenza quali sono le scelte della persona soccorsa? O in sala operatoria se qualcosa va storto e non rianimi una persona?(chi di dovere è tutelato dalla legge? O per prima cosa si becca una denuncia per omicidio?)
Sono pienamente daccordo che la bioetica debba creare delle regole che permettano all'interessato di scegliere. Ma ricordiamo anche che il medico e l'equipe sono i primi soggetti che vengono denunciati ad ogni passo falso o errore.. Se un medico soccorritore intubando una persona per errore scalfisce un dente viene denunciato.. e questo è il grazie e la riconoscenza in Italia. Ovviamente per questi casi la legge già tutela le figure interessate.
Ma in italia la pubblicità negativa sulla mala sanità, mette l'assistito in posizione di dovere a denunciare a tutti i costi, anche se la mamma ha 96 anni e hanno ritardato di un ora a fare l'aerosol perché la mamma ha la BPCO dal 78.
Come si può apprezzare la morte se ci fa paura? Come possiamo apprezzarla se combattiamo contro di lei ogni giorno? Come si può proporre l'eutanasia o la morte assistita se non apprezziamo il valore della vita e il diritto di scelta?
Anche io sono a favore della volontà del paziente. Ma solo chi è coinvolto come professionista o operatore o volontario o come assistito capisce l'importanza di questo valore. Per il resto nessuno ha le idee chiare di cosa stiamo parlando. E molti preferiscono il grande fratello
Ultima Modifica 13 Anni 7 Mesi fa da steve.

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