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Vorrei un consiglio.. fare o non fare il corso?

24/01/2019 11:46
Oss92
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Vorrei un consiglio.. fare o non fare il corso? #139827
Ciao a tutti, sono nuova e chiedo scusa se ho sbagliato sezione.
Da un pò di tempo sto pensando di iscrivermi ad un corso per diventare OSS, e l'idea di fare questo lavoro mi piace, essere utile agli altri e di conforto, per non parlare del fatto che le professioni sanitarie mi hanno sempre attratto..
Ho capito che è un lavoro complicato e difficile che richiede grande forza psicologica e mi chiedo se ne sarei capace.. se mi abituerei a vedere certe cose e a toccarle con mano.. ma la cosa che mi fa più paura è il fatto di avere a che fare con la preparazione delle salme.. come ci si abitua a questo? Come si vivono tutte queste cose? Cambia la vita e il modo di vedere le cose?
Grazie a chi risponderà...

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24/01/2019 12:19
Oss92
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Vorrei un consiglio.. fare o non fare il corso? #139828
Devo dire che in cuor mio mi sento molto attratta ad intraprendere questo lavoro..ma ho paura di fare uno sbaglio e perdere tempo e denaro...

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25/01/2019 18:21
fer1995
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Vorrei un consiglio.. fare o non fare il corso? #139835
Buonasera,

Per rispondere alle tue domande ti propongo un messaggio che ho scritto ad un'altra iscritta al forum.

Tre anni fa - per ragioni di forza maggiore dovute ad una situazione famigliare non troppo rosea - decisi di sospendere gli studi universitari (all'epoca avevo terminato il primo anno del CdL triennale in Scienze Cognitive) e decisi di iscrivermi al test di ingresso per il biennio 2015-2017 del Corso OSS bandito dall'APSS di Trento (premetto che la realtà trentina sotto molti aspetti è leggermente diversa sia a livello di costi che a livello di formazione visto che il profilo provinciale dell'OSS presenta alcune differenze rispetto a quello nazionale) pur non avendo praticamente idea di cosa questa figura facesse né di quali competenze avesse. Ad oggi ringrazio me stesso di aver preso questa decisione. Sebbene l'idea iniziale fosse quella di ottenere una qualifica professionale immediatamente spendibile e in un lasso di tempo limitato, successivamente mi sono davvero innamorato di questo lavoro.
Ho iniziato a frequentare le lezioni a settembre del 2015 ed ho iniziato a lavorare qualche mese dopo lo svolgimento del primo tirocinio in una RSA come Ausiliario continuando comunque ad andare a scuola.
Certamente è necessario avere una predisposizione personale per svolgere nel migliore nei modi e con passione questa professione che non è sicuramente facile e nemmeno socialmente riconosciuta come dovrebbe, pur essendosi notevolmente evoluta nel corso degli anni e che ti permette di lavorare in numerosi contesti (ospedaliari, residenziali, territoriali...) ma che soprattutto ti permette di accumulare di giorno in giorno grandi soddisfazioni personali pur non essendo un lavoro altisonante come quelli che sognavamo da bambini.
Non è un lavoro che possono fare tutti (o meglio che tutti possono fare bene) poiché si ha a che fare in primis con persone che spesso sono malate o comunque in difficoltà. Anche a me è successo (e succede tuttora) che tra famigliari, amici o conoscenti ci sia qualcuno che si sia irrigidito (o anche schifato ti dirò) quando spiegando le competenze dell'OSS parlavo di igiene intima e similari. Perché certo il nostro ambito di competenza principale - soprattutto nel contesto di RSA dove lavoro - è quello di attuare le cure igieniche su persone anziane ma è anche quello mettere in atto una relazione di aiuto che funga da supporto a tutte quelle attività di vita che a noi sembrano così scontate ma che per una persona pluripatologica è sempre più difficile attuare in autonomia, di accogliere le emozioni e i sentimenti che accompagnano l'avanzare delle malattie senza dimenticarsi che prima di entrare in struttura quella persona (perché stiamo parlando di persone) ha avuto una vita piena di gioie, soddisfazioni e tristezze come ciascuno di noi; reputo infatti che sia un lavoro che ti accresca molto poiché riesce a farti comprendere quanto sia importante apprezzare le piccole cose che la vita anche se molti operatori (il sottoscritto in primis) si sono avvicinati a tale professione per necessità emergenti perlopiù economiche e quindi inizialmente vi si approcciano considerandosi dei meri "lavaculi" ma ripeto non è solo questo: se non siamo noi operatori in primis che vediamo oltre questo muro non possiamo pretendere che siano gli altri a farlo.
Ricorda inoltre che pur non facendo parte della famiglia delle professioni sanitarie nella maggior parte dei contesti lavorativi siamo gli operatori che più stanno a contatto con la persona e di conseguenza siamo i professionisti con cui i pazienti/residenti/famigliari si confideranno di più e questo è un altro vantaggio aggiunto non indifferente.
Ovviamente il mio consiglio è quindi quello di iscriverti al corso e di entrare nel mondo OSS ma naturalmente solo tu potrai poi capire se è un lavoro adatto a te o meno e in caso di difficoltà potrai chiedere aiuto ai tuoi futuri colleghi di questa community.

Facci sapere come va.

In bocca al lupo

Francesco

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25/01/2019 19:07
fer1995
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Vorrei un consiglio.. fare o non fare il corso? #139836
Ad integrazione posso aggiungere che nessuno di noi è mai preparato ad affrontare la morte di una persona assistita (penso nemmeno operatori o altri professionisti con decenni di esperienza) in quanto ogni storia così come ogni persona è diversa dall’altra così come sarà diverso il percorso di accompagnamento al fine vita.
Per quanto riguarda il mio percorso lavorativo in RSA dove vi è una forte continuità nell’assistenza al residente all’inizio è stato fortemente impattante e difficoltoso accettare la morte. Ad oggi posso affermare - dopo aver assistito a numerosi decessi ed essermi preso cura della preparazione della salma di residenti di cui conoscevo ogni abitudine giornaliera, di cui ero confidente e custode di pensieri ed emozioni, di cui conoscevo l’intimità corporea - di aver cambiato la mia visione del mondo e di aver rivisto le mie priorità riuscendo ora ad apprezzare le piccole cose che la vita mi offre e cercando di fare tesoro del tempo che ho a disposizione.
Non posso sicuramente dire di essermi abituato a vedere le persone morire ma sono arrivato alla consapevolezza che ciò fa parte dell’ordine naturale delle cose e che il pensiero di aver fatto il mio lavoro al meglio, mettendoci amore e passione sempre con il sorriso sul volto e aver fatto il massimo affinché gli ultimi anni, mesi, giorni di quella persona siano stati dignitosi, ricchi di piccole gioie, di qualche risata e di aver dato un supporto anche nei momenti peggiori trattando sempre la persona con rispetto e facendola sentire valorizzata in quanto persona anche quando le forze le stavano venendo meno mi fanno sentire una persona migliore, utile, soddisfatta della propria professione e serena anche di fronte all’inevitabilità della morte e alla caducità della vita.

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01/03/2019 17:09
AndreaMNZ
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Vorrei un consiglio.. fare o non fare il corso? #139905
Gentile Oss92,
poni quesiti cui ognuno di noi potrebbe risponderti in modo diverso, perché ognuno di noi vive questo lavoro in modo diverso.

Andando nel dettaglio della tua domanda – preparazione della salma – io vivo questa procedura molto serenamente perché la morte è una parte integrante nonché indivisibile della vita, così come la nascita...mentre lavoro, in me regna un senso di pace e calma che non saprei spiegare e il mio approccio verso le mortali spoglie di chi custodisco è di massimo rispetto e reverenza.

Nessun ribrezzo, nessuna paura, nessuna sensazione negativa.

Confesso, però, che se lavorassi presso un hospice, forse le cose sarebbero diverse...

Vs. Andrea

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