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Infermieri e OSS parla un infermiere



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Un giovane infermiere

Infermiere e OSS
Il punto di vista di un giovane infermiere

A scrivere è Ferdinando Iacuaniello giovane infermiere trentenne, uno di quelli che, per la precisione, sono i nuovi Dottori in Infermieristica, sul web invece, per gli amici è Damned.

Ci scrive:

Alle soglie dei 30 anni e da ormai 5 anni infermiere.

Premetto che in questi anni non ho avuto grandissime esperienze lavorative con OSS. Dopo qualche mese dalla laurea, emigrato al nord ho lavorato a Milano, Pavia e da tre anni a Rimini.

Ho pensato di scrivere quest'articolo per iniziare un dialogo di confronto con la categoria oss che a mio parere dovrebbe essere sempre fianco a fianco di noi infermieri in tutti i reparti ospedalieri.

Cambiando diversi ospedali di diverse città, ho notato che la prima domanda che mi veniva fatta all'arrivo nel nuovo ospedale è sempre stata: Ma li da voi com'era ? Gli OSS c'erano. Cosa facevano ?


Dopo la breve parentesi milanese dove nel 2006 erano già presenti gli oss, sono approdato a Voghera, nel cuore della provincia di Pavia dove ho constatato che la parola OSS era solo un acronimo poco conosciuto, quantomeno nel reparto di Medicina dove io lavoravo.

Un OTA era la figura che mi affiancava nelle notti insieme a 24 pazienti con un età media di oltre 80 anni. Sono stato fortunato in quel periodo. Questa OTA era una vera macchina da guerra. Era cosi che la definivo, non si fermava mai ed era sempre pronta e disponibile. Spesso capitava che facesse 1/2 giro dei pazienti da sola perchè lei proprio non riusciva ad aspettare che finissi la terapia o l'ennesimo ricovero.

Oggi l'OSS continua a non essere presente come secondo me dovrebbe nel mio reparto, ma nell'azienda dove lavoro gli OSS sono presenti e sono un'ottima forza lavoro.

Perchè, ti starai chiedendo, scrivere queste righe visto che l'esperienza è minima!? Ottima domanda, ma la risposta non è quella che stai pensando.

A mio parere, molto spesso, l'infermiere e l'OSS entrano troppo facilmente in situazioni di conflitto, sembra quasi una guerra di delimitazione del territorio. Anche se non ho ancora lavorato molto con gli oss, posso dire che questo è sempre da evitare. Un oss in reparto a me farebbe piacere e credo che porterebbe dei vantaggi non indifferenti.

Ovviamente conosco la figura dell'oss, il suo profilo professionale e il suo percorso di studi, le sue competenze e le attività che dovrebbe svolgere. Uso il condizionale perchè sempre piu spesso sento che entrambe, infermiere e oss, si nascondono dietro ad un dito cercando di giocare al ribasso a chi deve fare questo o quello.

Mi piacerebbe che questo potesse diventare un punto di riflessione e di confronto per le nostre categorie, un confronto che non sia una guerra altrimenti depongo subito le armi. In verità il confronto è principalmente mio con una categoria la quale conosco molto in teoria e poco nella pratica lavorativa.

Finisco, forse è meglio, sperando che questa mia non sia perduta nel fantastico mondo del web!

Ferdinando Iacuaniello

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