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Editoriale OSS di Marzo



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Marzo ha visto il nostro trasferimento sui nuovi server dedicati e la nascita di tanti nuovi servizi sul sito oss : La nascita della community social network è stato il raggiungimento di un obiettivo da tanto tempo ricercato. Finalmente siamo tutti autori nel nostro grande sito. Gli oss registrati possono inserire articoli, foto, video, materiale vario, direttamente dal loro pc, una totale libertà quindi nell'ottica di una community aperta libera e democratica.

Ultimamente abbiamo ricevuto segnalazioni su screzi e polemiche varie tra siti oss etc... La cosa ci addolora e non poco ma crediamo che l'evoluzione sarà lenta e naturale. Alla fine la verità viene fuori. Ci teniamo comunque a ribadire che noi siamo lontani da tutto questo. Non abbiamo nulla a che fare con queste storie. Non prendiamo le parti di nessuno. Semplicemente siamo altra cosa.

Il mese di marzo si è chiuso all’insegna di un vasto numero di omicidi, stupri e rapine che hanno riempito le pagine di cronaca. Niente di nuovo diremmo. Non passa giorno che i mass media ci tengano informati su questi argomenti che , pur toccandoci, scandiscono le nostre giornate come se fosse normalità. Ma della normalità non dovremmo farne abitudine. Andare a dormire ringraziando il cielo di averci risparmiati, non risolve il problema. Non si possono chiudere gli occhi pensando che le cose si aggiusteranno. Dovremmo ricominciare a pensare che unendoci per perseguire un ideale, sia pure con fatica, ci porterebbe quanto meno, a risolvere qualche piccolo problema.

E’ quello che dovremmo fare noi oss smettendo di farci la guerra, accusandoci di castronerie senza senso. Oltre che renderci deboli perché disuniti, contribuirebbe a far perdere credibilità al nostro ruolo, questo sconosciuto…, già così in bilico nelle corsie d’ospedale, dove ancora non si sa cosa ci stiamo a fare. Questa figura tanto voluta perché indispensabile, continua a suscitare polemiche. Pazienza se queste arrivano per motivi politici, ma tra di noi questo non deve accadere. Solo mostrandoci compatti potremo dar voce al nostro ruolo e forza alla nostra professione e professionalità.

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