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Dentro il fare il sapere Guida per la formazione degli operatori socio - sanitari e socio - assistenziali



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Dentro il fare il sapere Guida per la formazione degli operatori socio - sanitari e socio - assistenzialiAutori: Guerriero - Pirali - Birbes - Benedetti
Titolo: Dentro il fare il sapere - Guida per la formazione degli operatori socio sanitari e socio assistenziali
Prezzo di copertina: € 28
Lingua: Italiano
Pagine: 460
ISBN: 978-88-299-2026-6

Recensione: La proposta di una guida metodologica e professionale, per la formazione degli operatori di assistenza, rappresenta sempre una sfida impegnativa nella scelta dei contenuti e nella individuazione delle priorità riferibili ad una o ad un’altra figura professionale. In un certo senso la difficoltà nell’interpretare i bisogni formativi bene si coniuga con la complessità dell’individuare i bisogni assistenziali e le priorità di cura e di aiuto che un persona e/o una comunità presenta in un certo momento.

Lo scenario contemporaneo, peraltro, tende a rendere ancora più complesso il dibattito, al tempo stesso le evidenze epidemiologiche e cliniche mettono in primo piano criticità riferibili ad una collettività sempre più anziana e capace di una attesa di vita sempre maggiore. È innegabile che gli ultimi approcci e indirizzi formativi e legislativi nazionali e regionali, tengono sempre più conto di un contesto sociale che richiede nuovi modelli interpretativi dei bisogni sociali e sanitari, per i quali le professioni di aiuto e della salute si configurano come modelli e strumenti operativi delle politiche sociali e professionali.

Le attribuzioni alle Regioni in tema di Welfare State e di sanità pongono ulteriori riflessioni e, comunque, suggeriscono ulteriori chiavi interpretative in relazione alle emanazioni regionali in termini di formazione professionale e assistenza. Le difformità territoriali tra le regioni italiane ripropongono nodi e problematicità irrisolte e, verosimilmente, abbordabili prevalentemente con una analisi normativa e organizzativa regionale. I modelli regionali, qualunque essi siano, sempre più appaiono inapplicabili e/o differibili acriticamente da regione a regione e questo appare altrettanto vero in materia di assistenza e di sanità.

Il tessuto sociale e gli strati culturali della popolazione cambiano e si modificano, accompagnando ulteriormente l’evoluzione contemporanea della società italiana ed europea. L’immigrazione comunitaria ed extracomunitaria ha giocato e gioca un ruolo rilevante nelle scelte politiche e istituzionali regionali, così come la questione femminile si ripropone in tutte le sue apparentemente superate sfumature sociali e familiari.

Ecco, dunque, proliferare il dibattito sulle famiglie mononucleari, sulla solitudine degli anziani e sulla difficoltà di accesso degli stessi ai servizi e alle utilità territoriali, sulle implicazioni di un mercato del lavoro tendenzialmente difficile e instabile.

L’assistenza appare al tempo stesso territorio e frontiera sociale e professionale: una popolazione anziana sempre crescente con la sua difficoltà di autonomia e la sua fragilità, bisogni sociali e sanitari vecchi ed emergenti che propongono e , sotto un certo punto di vista, ripropongono la necessità di professioni e di supporti sempre più personalizzati, sempre più strutturati.

È , pertanto, uno scenario che coinvolge e “sconvolge” le professioni assistenziali e sanitarie, sempre più sollecitate ad essere riconoscibili al di fuori degli ospedali e delle RSA e, al tempo stesso, sempre più capaci e abili all’interno delle strutture sanitarie e residenziali. I profili professionali assistenziali vengono rivisitati e rinnovati, sia in università sia nella formazione professionale, al contempo la risposta ai bisogni emergenti socio-assistenziali trova luogo all’interno di vecchie e nuove dizioni, l’assistente familiare, l’ausiliario socio-assistenziale, l’operatore socio-sanitario, tra vecchi e nuovi istanze e contenuti concettuali e conoscitivi.

Una guida metodologica e professionale non può né pretende di soddisfare le richieste di abilità e conoscenze che emergono sempre più sovente dai luoghi della formazione. Altresì si propone di suggerire percorsi e strategie di progettazione formativa, di metodologia allo studio e all’approfondimento, di descrizione e presentazione di scenari assistenziali e umani.

L’auspicio è che la riflessione e l’approfondimento degli autori possa contribuire a fornire materiali e strumenti utili nelle aule della formazione e agli attori che ve ne fanno parte. Non per ultimo, ci accompagna l’auspicio che i professionisti dell’aiuto trovino, quando possibile, in queste pagine la conferma di un cammino di crescita professionale e umano. Un cammino in cui non si è mai soli, ma in silenziosa (o, talvolta, chiassosa) compagnia.
Guglielmo Guerriero

 

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