edicola.unionesarda.it/Corrente/Articolo...p;IdArticolo=2487956 L'UNIONE SARDA DI IERI
Sanità.
Retromarcia dell'esponente della Giunta sulla riforma. Riformatori e Udc: «Era la sua legge»
Liori: «No alla moltiplicazione delle Asl»
Mercoledì 04 agosto 2010
Vedi le foto «Moltiplicare le aziende sanitarie crea rischi di inefficienze e diseconomie. L'ho già detto alla maggioranza, a proposito della riforma discussa dalla commissione consiliare: si può cambiare idea in corsa». Il virgolettato è di Antonello Liori. Antonello Liori è l'assessore regionale alla Sanità. Insomma: l'esponente della Giunta chiede, di fatto, di rivedere l'ipotesi di riforma su cui il centrodestra lavora da quasi un anno. Una riorganizzazione che scorpora dalle Asl quattro enti ospedalieri, portando da 10 a 15 il totale delle aziende (oggi ci sono otto Asl, due aziende miste e il Brotzu).
L'ANNUNCIO Liori precisa il suo pensiero in una conferenza stampa convocata per fare il punto sulla sanità sarda, e rispondere alle recenti polemiche: «Il ministero della Sanità - rivela - ci dice che, rispetto alla popolazione, l'Isola dovrebbe avere al massimo una decina di enti, tra territoriali e ospedalieri. E io sono d'accordo».
Aziende troppo numerose e troppo piccole sarebbero «incapaci di mantenersi economicamente, o poco efficienti». Della riforma si riparlerà con la coalizione. «Può darsi che qualche alleato non sia d'accordo», ammette l'assessore. Che poi, replicando ai Riformatori, boccia l'Asl unica regionale e l'Agenzia della sanità, e contesta i calcoli sulla spesa destinata alla salute in Sardegna.
L'azienda unica e l'Agenzia «svuoterebbero l'assessorato e la sua regia politica». Quanto ai conti, «è fuorviante e infondato» dire che la Sardegna è sottofinanziata: «Il dato di 1.698 euro di spesa pro capite, inferiore alla media nazionale, va corretto con parametri come l'età della popolazione, le invalidità e altro». Nella classifica “riveduta”, sottolinea Liori, per ciascun sardo si spendono 1.758 euro, cifra superata da pochissime regioni. «La realtà è che siamo tra le regioni più finanziate. Ma siamo anche inefficienti».
Paradossalmente, il punto di maggior contatto tra l'assessore e i Riformatori sono le conclusioni di fondo: «Alla sanità sarda serve un cambio di rotta, sia sulla qualità dell'assistenza che sulla spesa. Dobbiamo riorganizzare il sistema, non può diventare un carrozzone clientelare. Spero nella collaborazione di tutti. Ma anche se è stato bocciato il piano di rientro - conclude Liori - non saremo commissariati: anche grazie al lavoro dell'assessorato».
LE REAZIONI La replica, molto dura, arriva dai Riformatori e l'Udc, che in una nota congiunta si dicono «stupiti della diffidenza verso l'Agenzia per la sanità», prevista da una legge che «per essere attuata attende la fiducia di assessori che sembra non abbiano bisogno di aiuto» per risanare la sanità. L'Agenzia non toglie centralità alla politica ma «consente di prendere le decisioni migliori», perché «senza adeguate informazioni, senza lo studio di altri modelli, ogni scelta politica rischia di essere cieca». Ultimo affondo: «Lo stesso numero ottimale delle aziende sanitarie, sul quale sembra che l'assessore non sia più d'accordo sul disegno di legge da lui stesso proposto», non può «essere valutato in assenza di uno specifico studio?». I consiglieri Udc, in una nota successiva, diranno che «chi ha responsabilità istituzionale dovrebbe esercitare una paziente attività d'ascolto e proporre una più incisiva attività di governo». «Il centrodestra è nel caos», commentano dal Pd Mario Bruno e Marco Espa: «L'assessore replica a un'autorevole forza politica che dovrebbe sostenerlo; ma i Riformatori non fanno altro che denunciare ciò che l'opposizione dice da tempo. Sono allo sbando».
G. M.
Una delle cause del blocco delle assunzioni (non l'unica) è stata la necessità di rivedere i fabbisogni alla luce della ristrutturazione delle Asl. La Asl si sarebbe dovuta riorganizzare, ricontare e dotarsi del personale soddisfacente i nuovi fabbisogni. Che poi non sono meno di quelli vecchi, facciamo finta di non saperlo, giusto per non creare polemiche. Quindi tutto fermo.
Stavamo aspettando che si facessero questi documenti. Adesso scopriamo che non solo non è stato fatto nulla, ma è tutto da rifare. Lo ha annunciasto lui, Liori. Ha cambiato idea.
Ha lavorato per mesi a spese della collettività, ma si è sbagliato.
Quanto spendiamo per dare da mangiare a questo signore ostriche e champagne? E' ben riposta la fiducia che direttamente (con il voto) o indirettamente (con la nomina da parte di chi abbiamo direttamente eletto) gli è stata accordata? Mi sa proprio di no.
Non si capisce a quali logiche sia sottomesso, se si sia rincretinito tutto in una volta per malattia o per colpa, e in questo caso andrebbe aiutato o cacciato a dorso d'asino, come si faceva una volta. Ad ogni modo dovrebbe essere messo nelle condizioni di non continuare a nuocere alla Res Publica.
Tra vedere e non vedere dovremmo per lo meno sollecitare chi di dovere a prendere atto della manifesta incapacità a ricoprire quella posizione e di provvedere al più presto alla sua sostituzione.
Mi sa che la situazione si fa sempre più grigia. Non passa giorno che non si scopra una costosa incongruenza, sempre a partenza da quei tavoli del potere che pare siano popolati esclusivamente da individui il cui unico scopo è rimanere ancorati come cozze alla propria poltrona. Fare e disfare, dire e disdire a qualsiasi costo, tanto non pagano loro.
E in tutta questa storia, non crediate che i più pericolosi siano quelli evidentemente fallocefali. Non so se ve ne siete accorti, ma alcuni di coloro che qualche anno fa si battevano per la stabilizzazione dei precari del policlinico, senza corso e senza concorso, adesso sono passati dalla parte dei giusti e reclamano il rispetto dello stato di diritto. Ci faranno pure comodo, ma sono quelli che mi fanno più paura.