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Valutazione del burnout negli oss e infermieri



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LA VALUTAZIONE DEL BURNOUT SU OPERATORE SOCIO SANITARIO E INFERMIERE 
Il benessere dell'operatore socio sanitario costituisce, senza alcun dubbio, un pre-requisito per una buona relazione d'aiuto per una situazione cioè che vede l'erogazione della prestazione sanitaria rispettosa della soggettività dell'utente e sensibile alle peculiarità dell'operatore

È facilmente comprensibile come questa sintomatologia descriva un soggetto in una situazione di scacco totale; è infatti opportuno sottolineare che le caratteristiche della sintomatologia ed in particolare quelle emotive ci indicano una persona in grande difficoltà sia in ambito lavorativo che in ambito familiare. Le possibili difficoltà sessuali, la resistenza all'intimità, l'isolamento psicologico, l'avversione al lavoro, tutti elementi riconducibili al distacco emotivo, rendono impossibile qualsiasi via di fuga perché siamo di fronte ad una persona che in queste condizioni non è in grado di stabilire relazioni emotive positive. Non è possibile mettere in atto neanche l'accorgimento artificioso di separare la situazione emotiva di lavoro dalle situazioni emotive personali extraprofessionali. Il soggetto ha una percezione di stallo, frustrazione, demotivazione e sconfitta totale, in tutte le aree della propria vita.

Maslach e Jackson hanno messo a punto un test (M.B.I.) per la valutazione del Burnout che è attualmente il più diffuso ed utilizzato
.

Il M.B.I. si compone di tre sottoscale che valutano le seguenti componenti:
ESAURIMENTO EMOTIVO
- Questa sottoscala valuta la sensazione di essere inaridito emotivamente ed esaurito dal lavoro;

DEPERSONALIZZAZIONE - La sottoscala misura in questo caso il grado di freddezza, impersonalità e distacco nei confronti degli utenti;

REALIZZAZIONE PERSONALE
- In questo caso si valuta la sensazione relativa alle proprie competenze e al desiderio di successo nel lavorare con gli altri.

Alcune caratteristiche della sindrome del Burnout comportano con evidenza conseguenze negative sia sul piano personale che sul piano lavorativo. In particolare è stata evidenzia:a la correlazione tra la presenza di Burnout tra gli operatori ed il deterioramento progressivo della qualità delle prestazioni sanitarie e delle modalità di erogazione delle prestazioni la parte del personale. Ulteriore correlazione è stata individuata tra il deleterio aumento lavorativo e le difficoltà personali in ambito extralavorativo. I questi soggetti è anche riscontrabile un maggiore livello di assenteismo e di turn-over. La categoria infermieristica è ovviamente una delle più colpite, forse la più colpita, inconsiderazione del maggior impatto diretto con il paziente.

Cosa è possibile fare per limitare o prevenite situazioni così degradate?
L'approccio oggi considerato più efficace deve essere ricondotto all'interno dei processi di miglioramento continuo della qualità (Continuing Quality Improvement ) che devono oggi caratterizzare le scelte organizzative nella sanità. Le condizioni di Burnout solitamente derivanti dall'équipe, compromettono ulteriormente la salute dell'équipe, rendendo impossibile la relazione d'aiuto e impedendo qualsiasi possibilità di Miglioramento continuo della Qualità.
L'attuale impostazione si basa sul coinvolgimento fin dall'inizio di tutti gli operatori delle varie professionalità che, collaborando con la propria specificità, devono elaborare aspetti organizzativi, soluzioni a criticità, ecc., individuando anche gli indicatori per valutare la validità di quanto elaborato, avviando un processo continuo e condiviso di miglioramento della Qualità. Qualora tali tecniche venissero realmente introdotte in forma corretta nelle strutture sanitarie, è evidente che costituirebbero un importante momento di recuperare e di prevenzione rispetto al Burnout

Il concetto di condivisione costituisce il requisito fondamentale per l'avvio di un circolo virtuoso che ponendo l'utente al centro del processo organizzativo pone però anche il corpo degli operatori in correlazione con l'utente, essendo il benessere di chi opera funzione di una operatività positiva. In questo processo il ruolo del personale infermieristico più che importante è fondamentale quanto indispensabile. In questo contesto di ricerca della qualità si inserisce la formazione continua dell'operatore che deve essere correttamente formato ed informato sul giusto coinvolgimento emotivo che deve caratterizzare la prestazione sanitaria, creando una corretta relazione tra idealità della professione e quotidianità della prestazione sanitaria.
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