22 Maggio 2012
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Il Paziente Anziano

La popolazione, rispetto al passato, ha subito un invecchiamento demografico cha ha portato, come conseguenza, un aumento delle richieste di servizi socio sanitari. Già dal 1998, il piano sanitario nazionale ha previsto, tra gli obiettivi, il recupero e il mantenimento dell’autosufficienza nell’anziano, supporti alle famiglie con anziani bisognosi di assistenza, promozione di un’assistenza continuativa (intra ed extra ospedaliera), integrazione tra sanitario e sociale.

Gerontologia e geriatria
Gerontologia è la scienza che studia l’invecchiamento e la vecchiaia
Geriatria è la scienza che studia le malattie della vecchiaia
Geragogia significa educazione all’invecchiamento, attraverso un’educazione che riguarda la persona nella sua interezza, si favorisce l’adattamento ai cambiamenti cercando di mantenere più a lungo possibile l’autonomia e l’autosufficienza.
Prestazione infermieristica = risposta ad un bisogno d’assistenza infermieristica (es. bisogno d’igiene ? assicurare l’igiene, bisogno di movimento ? assicurare il movimento ecc.)

Caratteristiche dell’anziano
Età media 76,7 per gli uomini, 83 per le donne
Fino al 1990 gli anziani del mondo erano in maggioranza bianchi, ora l’età si sta alzando anche nelle popolazioni nere, asiatiche, ispaniche
Gli uomini in genere sono sposati, le donne vedove
Istruzione diversa a seconda dell’area geografica
Le regioni più vecchie sono Liguria, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia ma i più vecchi vivono nelle Marche
La maggior parte vive in famiglia ma stanno aumentando coloro che sono soli o sono in istituti
Reddito variabile
Sta crescendo il numero degli anziani impegnati in attività sociali
Si prevede un aumento della lunghezza della vita ma non è definito se ci sarà un aumento della richiesta sanitaria o meno.

Classificazione delle età:
Età di mezzo - 45/60 primi segni di invecchiamento
Senescenza naturale - 60/70 insorgenza di malattie
Senilità conclamata - 70/90 aumento dei problemi assistenziali e sociali
Longevità - 90 anni grandi vecchi
Questo schema non deve essere considerato rigidamente perché spesso l’età anagrafica non coincide con quella biologica

Fattori comuni:
Con il passare del tempo si hanno cambiamenti che non hanno una causa patologica (perdita di memoria, perdita della vista, perdita di elasticità della vescica ecc.)
Sono presenti condizioni patologiche croniche
Condizioni economico-sociali non buone
Facilità di contrarre infezioni

L’invecchiamento:
Invecchiamento primario
modificazioni dell’organismo dovute al passare del tempo
Invecchiamento secondario l’invecchiamento è accelerato da stile di vita, tipo di occupazione, malattie ecc.

Teorie biologiche dell’invecchiamento:
Si dividono in due categorie: una secondo la quale l’invecchiamento è dovuto ad un accumulo, all’interno dell’organismo, di errori dovuti anche ad aggressioni esterne; un’altra secondo la quale nel nostro organismo è già previsto, fin dalla nascita un limite di funzionamento.

Teorie psicosociali:
l’invecchiamento è influenzato dal distacco tra la società e la persona, dall’inattività, dal carattere della persona.

Modificazioni dell’organismo:
Modificazioni fisiologiche:
Riduzione della statura (per osteoporosi, cifosi ecc), cute meno elastica, riduzione del grasso, fragilità dei vasi sanguigni, ipotrofia muscolare, riduzione dei liquidi, riduzione dei capelli, presbiopia, riduzione dell’udito. In particolare:
Apparato cardiovascolare: Riduzione dei capillari, irrigidimento delle arterie, riduzione della portata cardiaca con aumento della pressione arteriosa, tachicardia, disturbi del ritmo cardiaco
Apparato vascolare: Diminuita elasticità, calcificazione dei vasi, ipotensione
Apparato respiratorio: Rigidità del torace con respirazione addominale, cifosi con rigidità delle articolazioni (vertebre, coste, sterno), ipotrofia dei muscoli respiratori e della mucosa bronchiale, diminuzione della capacità vitale, diminuzione di ossigeno nel sangue, diminuzione dell’eliminazione di escreato
Apparato urogenitale: perdita di nefroni funzionanti, riduzione del filtrato glomerulare, diminuzione della funzione tubulare, diminuzione dello stimolo ad urinare, ipertrofia prostatica, atrofia della vulva con perdita di peli e assottigliamento, perdita di elasticità della vagina, utero atrofico, atrofia di tube e ovaio
Apparato digerente: riduzione dei denti, atrofia delle papille gustative, riduzione della motilità di esofago stomaco e intestino, riduzione di secrezione gastrica e assorbimento intestinale, incontinenza anale, perdita di peso, disidratazione, diminuzione massa epatica
Apparato emopoietico: riduzione di midollo osseo, riduzione globuli rossi, iposideremia
Apparato muscolo scheletrico: diminuzione della statura, lassità delle articolazioni, osteoporosi, diminuzione di massa ossea e minerali, atrofia delle fibre muscolari, diminuzione della forza muscolare
Apparato nervoso: rallentamento della circolazione cerebrale, perdita di cellule cerebrali, diminuzione della conduzione dei nervi, aumento dei tempi di reazione, diminuzione di memoria e attenzione
Apparato endocrino: riduzione dell’attività tiroidea, minore risposta insulinica al glucosio, cessazione della produzione ovarica di ormoni, diminuzione del metabolismo basale con cambio della temperatura corporea
Sistema immunitario: allergie a farmaci, diminuzione di funzione epatica e renale quindi ritardo di eliminazione e disintossicazione, aumento delle infezioni, aumento di neoplasie
Apparato tegumentario: pelle più fine, casi sanguigni più visibili, diminuzione di ghiandole sudoripare e sebacee, diminuzione della pigmentazione, diminuzione del sudore.
Organi di senso: cristallino più spesso, pupilla più stretta, scarso accomodamento, alterata percezione nello spazio,  si sentono male i suoni alti, tappi di cerume, perdita di sensazione tattile, perdita di elasticità della pelle, diminuzione delle papille gustative.

Modificazioni psicologiche: (cambiano da persona a persona)
Interazioni con gli altri: i deficit fisici rendono difficili i  rapporti con gli altri (non ci sente, non ci vede, non ha memoria)
Rapporti con i familiari: spesso l’anziano si trova a fare cose che non aveva mai fatto (ad esempio il vedovo che fa faccende domestiche)
Ruolo sociale: con il pensionamento cambia il ruolo, il reddito, le amicizie, l’attività regolare
Memoria: la memoria subisce alterazioni, inoltre l’anziano presenta difficoltà di attenzione, di interesse, di trasmissioni nervose, ha deficit percettivi e mancanza di motivazioni
Corpo: le modificazioni biologiche sono viste spesso in senso negativo
Sesso: la diminuzione di impulsi sessuali dipende non da fattori organici ma dalla depressione o da disturbi emozionali. La necessità di attività sessuale è presente nell’anziano ed è positiva
Isolamento: è spesso limitato da non autonomia di movimento, limitazioni fisiche, ritiro della patente, disagio economico, criminalità.

Modificazioni socio culturali:
L’anziano ha paura di non essere autonomo e di finire in ospedale. Molti anziani vivono ai limiti della povertà, le abitazioni spesso non sono adatte ad un anziano (scale, ecc).

Problematiche assistenziali:
Valutazione dell’autonomia: l’anziano ha minore capacità di adattamento fisico e psichico. Si deve fare una valutazione globale dei suoi problemi per poter definire un piano di intervento. I problemi principali sono una presenza contemporanea di più patologie, aumento dello stress, malattie specifiche, mancanza di sintomi precisi, scarsa valutazione dei sintomi, allergie a farmaci. Per effettuare una corretta valutazione si deve considerare la malattia, le condizioni fisiche e psicologiche e il contesto sociale. Da questa valutazione, fatta in modo interdisciplinare, si può rilevare un deficit o un handicap.
Bisogni e interventi assistenziali: l’approccio deve essere multidisciplinare. I bisogni piùcomuni riguardano la respirazione, l’alimentazione, l’eliminazione, il movimento, il riposo, la cura della cute, la termoregolazione, le relazioni interpersonali, la sicurezza, i farmaci. In ognuno di questi settori l’OSS ha compiti specifici.

Risorse umane e strutturali:
Famiglia: costituisce un punto di riferimento sia per l’anziano sia per l’operatore. L’anziano spesso vive solo ma mantiene relazioni affettive con i familiari. L’aiuto a domicilio è più efficace rispetto ad altri tipi di aiuto. Anche la famiglia deve essere aiutata a sopportare il peso assistenziale.
Equipe assistenziale: è formata da più figure professionali che lavorano insieme e sono esperte di problemi geriatrici. In particolare ne fanno parte il medico geriatra, l’infermiere aiutato dall’OSS, il fisioterapista, l’assistente sociale.
UVG: o unità di valutazione geriatria. È un’equipe di professionisti che fa una valutazione del paziente, stabilisce un piano di interventi e individua le risorse umane appropriate.
Strutture socio sanitarie: è necessaria una rete di servizi che garantisca l’assistenza sia domiciliare che ospedaliera in modo integrato. Per gli anziani ci sono strutture non residenziali (ADI e OD = Ospedalizzazione Domiciliare), strutture residenziali (case albergo, comunità alloggio, RSA, lungodegenze), strutture semiresidenziali (centri diurni, DH).